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Incendio all'Art: «Fumo nero e pungente, non si riusciva a respirare»

Le testimonianze dei ragazzi mantovani che erano all’Art durante il rogo di sabato sera. «Calca impressionante, una ragazza in carrozzina è stata portata via in braccio»

Incendio in discoteca a Desenzano, in 70 all'ospedale Emergenza a Desenzano, decine di mantovani coinvolti. Al pronto soccorso di Castiglione richiamati medici e infermieri. Il rogo è scoppiato poco prima delle due di sabato 24 febbraio notte all'Art quando all’interno c'erano più di settecento persone. La discoteca è stata immediatamente evacuata e, al momento, dichiarata inagibile.

ASOLA. L’Art Club Disco di Desenzano, in provincia di Brescia, meta di numerosi giovani soprattutto nel weekend, ha vissuto un momento di puro terrore nella notte di sabato 24 febbraio a causa di un incendio. Paura: è stata questa l’emozione che si specchiava negli occhi dei presenti. Loro, i giovani che desideravano solo ballare al ritmo di musica, il timore di non riuscire ad uscire dal locale l’hanno vissuto sulla propria pelle.

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Tanti anche i mantovani, che hanno scelto la famosa discoteca per passare un bel sabato sera: «Festeggiavamo un compleanno, eravamo circa una trentina - ha raccontato Francesco Guarneri, di Ceresara - All’inizio pensavamo fosse una bomba carta, una ragazzata, invece no. Il fumo si è fatto sempre più denso, continuavamo a tossire e non si vedeva niente. Abbiamo subito capito che era successo qualcosa di più grave». Pochi ma interminabili minuti che hanno trasformato una serata allegra in una notte di terrore.

«Mi trovavo ad un tavolo nella parte superiore del locale quando a un certo punto si è alzata dietro di noi una colonna di fumo, non si vedeva più nulla - ha testimoniato Lorenzo Canuti, amico di Francesco - Alcuni si sono calati dalla tettoia dell’Art, altri invece hanno tentato di uscire dalla scala di emergenza. Al nostro piano vi era anche una ragazza da sola in carrozzina. Alcuni giovani l’hanno poi portata al piano terra». Un momento di vero terrore per gli oltre settecento giovani che si trovavano all’interno nel momento del rogo. Solo successivamente il fumo ha iniziato ad invadere le sale attraverso i bocchettoni dell’aria condizionata. La scena di fronte alla quale si sono trovati i presenti era veramente tragica: gente accasciata per terra con il sangue al naso, altra traumatizzata appoggiata ai muri, ragazzi e ragazze terrorizzati.

«Eravamo all’angolo del bar dove ci troviamo di solito - ha raccontato invece Bruno Mori, di Asola - Sono riuscito a dare solo qualche sorso al cocktail appena preso quando ho iniziato a vedere il fumo nero, denso venire verso di noi. Ho subito pensato fosse una cosa strana anche se si vociferava fosse un fumogeno. Ad un tratto, però, la gente non è più riuscita a respirare e ha iniziato a correre verso l’uscita. La calca era impressionante. L’odore era strano, sembrava plastica, era pungente. Due miei amici sono usciti per primi, io mi sono messo un attimo nel corridoio laterale e poi li ho seguiti». In molti quelli che sono rimasti fuori, in mezze maniche, al freddo e con la neve che iniziava a scendere. «Era la prima volta per me in questo locale - puntualizza Francesco - sono arrivato con un mio amico proprio mentre si stava scatenando il tutto. Ho notato che i baristi erano allarmati dalla situazione e dopo poco abbiamo capito che qualcosa non andava. Così, 10 minuti dal nostro ingresso, siamo usciti per metterci in salvo».

 

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