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Parroco minacciato di morte. Chiude la chiesa e stop alle messe

Agli Angeli don Genova da settimane è bersaglio di un esagitato: prima il ricatto poi “ti ammazzo”. Lunedì sera sacerdote, coro e catechisti barricati in parrocchia. Liberati da una pattuglia della polizia

MANTOVA. Aveva iniziato con un tentativo di estorsione tra i più vergognosi: «Se non mi dai i soldi vado a dire in giro che sei un pedofilo». E adesso è passato alle minacce di morte: «Ti ammazzo, vieni fuori che ti uccido».

Don Giamapolo Genova, parroco dei Borgo Angeli, ormai da un paio di settimane è diventato il bersaglio di un esagitato, un 50enne italianoresidente agli Angeli. E dopo il tentativo di ricatto di metà febbraio, nei giorni scorsi l’uomo è tornato alla carica più cattivo che mai minacciando di morte il sacerdote. L’ultima violenta incursione, alla quale ha messo fine una pattuglia della polizia chiamata dal parroco, è avvenuta lunedì sera intorno alle 22, quando in chiesa erano in corso le prove del coro e in oratorio c’erano catechisti, educatori e adolescenti.

L’individuo ha dato in escandescenza per più di un’ora e don Giampaolo, educatori e ragazzini hanno dovuto barricarsi chiudendo tutte le porte.



E ieri mattina il parroco di Santa Maria degli Angeli ha dovuto prendere una decisione drastica: chiudere la chiesa e sospendere le messe feriali. Accanto al portone ha affisso un cartello: “La celebrazione delle sante messe feriali è sospesa per l’impossibilità del parroco di garantire la sicurezza di se stesso e dei fedeli”.

La chiesa di Santa Maria degli Angeli...
La chiesa di Santa Maria degli Angeli chiusa e con il cartello che annuncia la sospensione delle messe


«Questa persona mi ha tolto il sonno – racconta don Genova – ormai sto passando le notti in bianco. Negli ultimi dieci giorni è tornato alla carica almeno quattro volte ed è sempre più aggressivo. Lunedì sera, per fortuna, il coro stava uscendo dalla chiesa e qualcuno lo ha riconosciuto. Mi hanno subito avvisato e ci siamo tutti chiusi dentro, io in canonica, catechisti e ragazzi in oratorio e qualcuno in chiesa. Siamo rimasti in contatto con i telefonini. Lui ha iniziato a dare pugni contro il portone e a gridare che mi voleva ammazzare. Ho subito chiamato il 112 che ha inviato una pattuglia. Ma nonostante la presenza della polizia lui ha continuato ad urlare».

Qualche giorno prima il parroco era riuscito ad attivare l’allarme in chiesa prima del suo arrivo. Quando il personaggio ha varcato il portone la sirena si è messa in funzione ed è fuggito via.

«Siamo arrivati al limite – sottolinea don Giampaolo – sono esasperato, è una situazione di tensione costante per me e per i miei parrocchiani che sta destabilizzando la vita parrocchiale. L’altra sera mi ha chiamato il genitore di un ragazzo che era arrivato a casa molto spaventato. A quel punto ho preso la decisione di chiudere la chiesa almeno fino a sabato e sospendere le messe feriali».

Negli ultimi giorni in aiuto a don Genova sono accorsi una pattuglia della questura e due auto dei carabinieri, prima di Mantova e e poi di Curtatone. «Spero tanto – conclude il don – che questa storia finisca al più presto per il bene della nostra parrocchia».
 

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