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Parte il risiko fusione Sustinente ci crede Serravalle tira il freno

Tramonta l’ipotesi della grande intesa con Ostiglia E per bypassare lo scoglio ci si muove con Villimpenta

SUSTINENTE-SERRAVALLE A PO. A crederci maggiormente è il Comune di Sustinente. Ma per passare dal fidanzamento al matrimonio occorre essere d’accordo in due. E così dopo aver creato l’Unione Mincio Po con il Comune di Serravalle a Po, il passo successivo, quello della fusione, vede divisi i due partner: uno che punta a creare il Comune unico, l’altro che invece preferisce rinviare il passo a dopo le elezioni del 2019. Tramonta così l’ipotesi di una grande aggregazione con Ostiglia mentre un partner alternativo potrebbe essere trovato in Villimpenta.

Il punto della situazione non è facile. Le vicende sono tutt’ora in movimento e potrebbero evolvere anche rapidamente. Nei prossimi giorni i due sindaci, Michele Bertolini per Sustinente e Tiberio Capucci per Serravalle, si ritroveranno nuovamente al tavolo della trattativa fusione. Sinora i numerosi confronti son giunti a enucleare le rispettive posizioni. Sustinente punta ad avviare la fusione a due entro la fine dell’anno, in modo da andare al voto la primavera seguente (2019), quando le due amministrazioni decadrebbero naturalmente. Una tempistica per evitare di penalizzare i cittadini con un prolungato commissariamento. Serravalle vuole invece slittare a dopo il voto del 2019 la fusione. A frenare il “matrimonio” la considerazione che Sustinente è più indebitata (1,7 milioni contro lo 0,2 di Serravalle) ha tasse più alte (Irpef allo 0,7 contro lo 0,2) e la fusione sarebbe dunque squilibrata.

Sustinente replica che i debiti risalgono alle precedenti amministrazioni ed ha presentato un piano di rientro. Soprattutto mette sul tavolo i 580mila euro l’anno per 10 anni che sono il contributo governativo. Un’entrata che da sola sarebbe in grado di sanare il bilancio dei due Comuni.

Nel frattempo, se le resistenze di Serravalle proseguiranno, si dovrà dire addio all’eventuale coinvolgimento di Ostiglia, ipotizzato negli anni scorso. Un “piano B” potrebbe essere il coinvolgimento di Villimpenta, che però non condivide quasi nulla con i due Comuni confinanti e andrà al voto nel 2022.

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