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Le imprese edili crotonesi pigliatutto

Le aziende calabresi sbaragliano la concorrenza autoctona: oggi sono 50 in più del 2002, le mantovane 2943 in meno

MANTOVA. Calabria-Mantova: 3.500 a zero. E’ il risultato dello studio dello staff di ricerca dell’Università statale di Milano diretto da Nando Dalla Chiesa sul tema “’Ndrangheta e impresa mafiosa nel Mantovano: conseguenze sul tessuto economico locale”. «Se è insostenibile dedurre dalla provenienza geografica di un imprenditore il suo legame con dei clan mafiosi, è legittimo indurre che gli imprenditori mafiosi hanno dei legami di compaesanità con altri membri». Lo studio arriva ad una conclusione senza appello: l'impresa mafiosa scaccia l'impresa legale-buona.

A dirlo sono i dati che evidenziano come il saldo delle imprese mantovane in alcuni settori selezionati, principalmente l’edilizia e il genio civile abbiano una cospicua perdita, crescente e costante negli ultimi 15 anni. Al contrario, il saldo delle imprese calabresi registra un grande incremento fino al 2006 e poi una netta flessione, dovuta in gran parte alla crisi economica, che si sta riassorbendo negli ultimi anni. I numeri: il confronto tra il 2002 e il 2017 vede in questi settori un saldo di + 50 imprese calabresi e -3.000 imprese mantovane. «L’andamento delle imprese calabresi ha delle conseguenze dirette sull’andamento delle imprese mantovane».

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Ma c’è di più: l’imprenditoria mafiosa, (legata ai clan presenti in provincia : Oliverio a Suzzara, Ferrazzo a Curtatone e Virgilio, Arena e Nicoscia a Viadana e Grande Aracri “a chiazze”) sostituisce quella mantovana nei settori dove i clan sono più integrati. L’edilizia, e l’autotrasporto, innanzitutto, che richiedono pochi know how e molta liquidità. Le imprese edili sono passate da 2.136 nel 2002 a 3.216 nel 2017. Di queste, 256 sono calabresi, contro le 238 di 15 anni fa. Le imprese mantovane, sono scese da 1.125 a 1.069. Nel 2002 le imprese calabresi erano 514, di cui 382 titolari provenienti dalla provincia di Crotone.

Nel 2017 sono salite a 563, di cui 354 crotonesi. I paesi dove sono più presenti sono Viadana (158) e Suzzara, con uno stacco di 76 imprese, seguite da Gonzaga, Mantova, Curtatone e Virgilio. Se nel 2002 la maggior parte degli imprenditori arrivava da Cutro, seguita da Crotone, oggi le posizioni si sono invertite: da Crotone provengono 152 imprenditori. Le imprese mantovane hanno avuto anni neri dal 2009 al 2012. Oggi sono 10.688 contro le 13.631 del 2002. Tradotto: -21,6%. Mentre le imprese calabresi sono passate da 514 nel 2002 a 563 nel 2017: +9,5%.

«Si può confermare anche statisticamente l’ipotesi per cui la presenza e l’espansione dell’impresa mafiosa abbia un effetto diretto sull’alta mortalità dell’impresa autoctona e conseguentemente negative per l’economia mantovana». Statistica e ipotesi, certo, che obbligano a serie riflessioni.

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