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Regionali 2018: simbolo sbagliato su 327mila schede
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Regionali 2018: simbolo sbagliato su 327mila schede

Nel logo del Pd per le regionali manca la scritta “Gori presidente”. Summit in prefettura. Ristampare? No, avvisi ai seggi

MANTOVA. La sorpresa arriva nel tardo pomeriggio. E non è un sondaggio imprevisto, ma un errore che può costare caro. Ritardi, ed esposti: guai, in una parola. Ad accorgersene è uno scrutatore di servizio ai seggi.

Nel simbolo del Pd per le elezioni regionali, manca la scritta “Gori presidente” che differenzia il logo di Camera e Senato da quello per il Pirellone. L’errore è “solo” nelle 327mila 109 schede destinate agli elettori mantovani. Sulle schede delle altre undici province il simbolo del Pd è giusto. Che cosa non ha funzionato? Chi ha commesso l’errore?

Il comunicato ufficiale della Regione...
Il comunicato ufficiale della Regione che si assume la responsabilità dell'errore

Perdere tempo a dare la caccia al colpevole è un lusso che non ci si può permettere, a poche ore dall’apertura dei seggi. In casa Pd hanno tutti i capelli dritti e viene convocata una riunione d’urgenza con il viceprefetto Angelo Araldi, Daniele Trevenzoli e Mara Gazzoni, presentatori della lista provinciale del Pd e un dirigente della Regione. Sono stati proprio Trevenzoli e la Gazzoni, alla scadenza prevista del 3 febbraio, a correre a consegnare le liste con i simboli negli uffici del tribunale a Mantova per le elezioni regionali, mentre quelle per le Politiche sono state consegnate in tribunale a Milano.

Da qui, da via Poma, nomi e loghi sono stati mandati in Regione. Dopo le verifiche previste dalla legge, tutto è stato mandato in tipografia. In uno di questi passaggi, forse l’ultimo, si è verificato l’errore. In un primo momento, secondo quanto emerso dal summit a palazzo di Bagno, si pensava che la ristampa fosse l’unica soluzione.

Una corsa all’ultimo respiro che, tra l’altro, avrebbe permesso, modifica più modifica meno, di correggere anche altri due errori, riscontrati sempre in casa Pd: la “l” in più aggiunta nel cognome a Silvia Cavaletti, candidata uninominale alla Camera dei deputati per il collegio di Suzzara, e la data di nascita di Armando Trazzi, inserito nella lista plurinominale per la Camera dei deputati. Quisquilie, se paragonate al simbolo sbagliato, che potrebbe far scattare esposti e richieste di invalidare i voti, tanto per fare un esempio.

A dimostrare la gravità della situazione, in serata arriva a palazzo di Bagno anche il prefetto Sandro Lombardi, che si chiude in ufficio con il suo vice. Il contatto con la Regione è serrato. Trevenzoli fuori suda freddo e il partito con lui.

In un primo momento il Pirellone sembra dare la disponibilità a predisporre la ristampa delle 327mila schede e rotti, ma la verifica con le tipografie dice che è impraticabile: per ristamparle con formato e colori giusti occorrerebbero almeno 14 ore, più due ore per piegarle, senza contare i disagi ai seggi per la distruzione delle vecchie schede e la vidimazione di quelle giuste.

Niente da fare. La Regione scrive un comunicato in cui si assume la responsabilità del “mero errore di stampa” che viene inviato ai Comuni per essere esposto dai presidenti di seggio. «Noi abbiamo fatto tutto correttamente, in questa vicenda siamo noi i danneggiati - commenta Trevenzoli. Teme ricorsi? «Ha dei dubbi?»

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