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l'incidente

Ostiglia. Anziana nella neve, la salva un vicino

L’87enne cade in giardino e non può rialzarsi: rischia il congelamento. Una concittadina: «Perché nessuno si cura di lei?»

MANTOVA. Senza famiglia, senza legami, ottant’anni passati da un pezzo e ormai nessuna voglia di prendersi cura di sé, ma nemmeno di avere a che fare con gli altri. Nei giorni scorsi, temperature sotto zero, neve copiosa che scendeva, Maria (la chiameremo così, ma non è il suo vero nome) è caduta in mezzo alla neve nel giardino davanti al condominio dove abita. Incapace di rialzarsi, ricoperta di fiocchi, ha rischiato il congelamento. Grazie a un giovane vicino di casa che, casualmente entrando in casa l’ha notata, la donna si è salvata. È stata portata al pronto soccorso in ipotermia e presa in cura.

Maria non è una senzatetto, o la protagonista di uno di quei drammatici casi di cronaca che leggiamo in questi giorni, di persone senza casa che muoiono nelle notti ghiacciate delle città italiane. Ha un appartamento nelle palazzine dell’Aler sull’Abetone Brennero, a Ostiglia, e una pensione. Però, a 87 anni, si è lasciata andare. Dopo la morte, un paio di anni fa, della figlia disabile di cui lei, sola, si prendeva cura, ha smesso di interessarsi a se stessa e alla vita in generale. Vaga per il paese, c’è chi la vede spesso spingere per la strada la carrozzella, vuota, su cui sedeva la figlia invalida. A segnalarci il caso una sua concittadina, tramite una lettera.

«Maria è conosciuta da anni per non farcela più da sola; non ha meritato alcuna attenzione fino a giovedì quando la neve ha tentato di ricoprirla come una senzatetto, rischiando la morte per assideramento. Possibile che in un paese di 7mila anime o poco più nessuno riesca a fare nulla per anziani come lei, soli e senza la capacità di provvedere a loro stessi o comunque con la dignità di non chiedere aiuto?..»

Riprende la lettera: «Non siamo in grandi città di centinaia di migliaia di abitanti con migliaia di situazioni disagiate.... da noi si contano questi casi e forse proprio perché pochi, potrebbero essere risolti almeno in parte con piccole opere di volontariato e di sostegno reciproco».

In realtà, spiega l’assessore ai servizi sociali Flavia Nadalini, Maria non è abbandonata a se stessa, Comune e servizi sociali conoscono bene la sua situazione. «È una signora autonoma e, nonostante l’età, ancora in salute. Ha accudito la figlia per anni e ora è rimasta sola ma non è affatto indigente. Abbiamo cercato più volte di aiutarla, ma lei si rifiuta, addirittura non apre la porta di casa. Abbiamo provato anche con una signora del servizio civico, ma non c’è stato niente da fare. Le uniche persone di cui si fida e da cui si lascia accudire sono i vicini di casa, marito e moglie marocchini che l’hanno curata dopo che è stata trovata nella neve. Ora, tramite i nostri servizi sociali, è stata ricoverata in Medicina a Pieve perché debilitata, non sta molto bene. Ora faremo di tutto perché almeno accetti una tutela».
 

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