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il lutto

Addio al maestro Piva: una vita per la cronaca

San Benedetto piange la scomparsa di Oscar Piva, memoria storica del paese per la sua attività di giornalista e pubblicista

SAN BENEDETTO PO . San Benedetto piange la scomparsa di Oscar Piva, memoria storica del paese per la sua attività di giornalista e pubblicista. Anche in questi ultimi anni, nei tanti eventi culturali e musicali, nelle tante inaugurazioni legate alla storia polironiana, Oscar è sempre stato presente, armato della sua macchina fotografica, con il suo blocco per gli appunti, curioso di conoscere le notizie, desideroso di fissare un’immagine che, di volta in volta, è andata ad arricchire il suo prezioso archivio. E proprio da qui ha attinto il materiale per la stesura di quattro libri di memorie dedicate alla sua gente e alla sua terra: “Gente di Polirone”, in due distinti volumi pubblicati rispettivamente nel 2004 e nel 2005; “Album Polironiano” nel 2010 e “Storici incontri a Polirone” nel 2014.

La scrittura è stato l’esito finale delle tante pagine di giornalismo che Oscar ha redatto a partire dalla pubblicazione negli anni Cinquanta del mensile “Verso l’Alto”, un bollettino parrocchiale di cronaca e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’abbazia.

Dal 1956 ha avuto inizio la sua collaborazione con “Il Resto del Carlino” e con “Stadio” entrambi di Bologna. Nel 1965 è cominciato il suo rapporto con “La Gazzetta di Mantova”, conclusosi solo alla fine del 1999, dopo 34 anni di ininterrotto servizio.

«Erano anni ancora eroici - amava ricordare Oscar - allora la domenica si stendeva la cronaca sportiva e poi si correva in redazione per consegnare il pezzo in tempo. Ora con le e-mail è tutto più facile». Pur avendo praticato il giornalismo per anni, Oscar per tutti è sempre stato “il maestro”, titolo di stima e rispetto per la professione che ha esercitato a lungo nelle elementari del paese.

Piva era nato a San Benedetto Po nel 1919 e, dopo il diploma magistrale conseguito nel 1940, aveva dovuto abbandonare l’Università a causa della chiamata alle armi. La guerra e un periodo di prigionia lo avevano tenuto lontano fino al febbraio del 1946, anno in cui ha iniziato a insegnare. Fra i tanti, fu suo allievo anche Vladimiro Bertazzoni e pure l’attuale sindaco Roberto Lasagna, che ne ricorda le doti umane e lo spirito critico e innovatore che ha caratterizzato il suo rapporto con il paese. La redazione della Gazzetta, con la comunità sambenedettina, si stringe con affetto ai figli Paolo, cui si deve la ripresa degli studi sul monastero di Polirone, e Anna. I funerali oggi in basilica alle 15.




 

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