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Elezioni 2018: Baroni ok, Colaninno a un passo. Si va verso i 5 deputati mantovani

Gli esponenti di Forza Italia e del Pd si affiancano a Dara (Lega), Zolezzi (M5S) e Tabacci (+Europa). Nessun rappresentante al Senato. E nonostante il boom il Movimento 5 Stelle perde un seggio, out la Berardi

MANTOVA. Anna Lisa Baroni ce l’ha fatta. Gli ultimi conteggi hanno decreto per lei, ex consigliere regionale e coordinatrice provinciale di Forza Italia, un seggio alla Camera. Era capolista del listino bloccato degli azzurri nel collegio plurinominale di Mantova ma, fino all’ultimo, a causa dell’ottima performance della Lega, la sua elezione è stata in bilico.

Alla fine ha potuto festeggiare. Cosa che, invece, non ha fatto Maria Berardi dei Cinque Stelle, consigliere comunale a Castel ...

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MANTOVA. Anna Lisa Baroni ce l’ha fatta. Gli ultimi conteggi hanno decreto per lei, ex consigliere regionale e coordinatrice provinciale di Forza Italia, un seggio alla Camera. Era capolista del listino bloccato degli azzurri nel collegio plurinominale di Mantova ma, fino all’ultimo, a causa dell’ottima performance della Lega, la sua elezione è stata in bilico.

Alla fine ha potuto festeggiare. Cosa che, invece, non ha fatto Maria Berardi dei Cinque Stelle, consigliere comunale a Castel Goffredo; seconda nel listino dietro ad Alberto Zolezzi, confermato alla Camera grazie al proporzionale dopo aver perso nel collegio uninominale di Mantova, sembrava in predicato di strappare un seggio e, invece, è rimasta fuori. I Cinque Stelle, rispetto alla precedente legislatura, perdono un senatore. A un passo dalla conferma anche Matteo Colannino, deputato uscente, nel listino proporzionale della circoscrizione di Pavia-Lodi. Colaninno potrebbe beneficiare dei resti alti del Pd, distribuiti a livello nazionale, che consentono alla circoscrizione pavese di eleggere 7 deputati anzichè 6, a scapito di quella di Mantova-Cremona che da 5 scende a 4. Colaninno è terzo in lista, ma davanti ha la parlamentare uscente Gadda, eletta anche nel proporzionale a Varese.

A questo punto, il bilancio del voto alle Politiche parla di tre mantovani eletti direttamente dal territorio: con la Baroni, che riporta Forza Italia mantovana alla Camera dopo 24 anni, e Zolezzi sbarca a Montecitorio il leghista Andrea Dara, vincitore nell’uninominale di Mantova. A loro si aggiunge Bruno Tabacci, vincitore nel collegio uninominale di Lombardia Uno, quello del centro di Milano. Completano la pattuglia degli eletti nel Mantovano Isabella Rauti di Fratelli d’Italia, romana, vincitrice del collegio uninominale del Senato e il leghista Raffaele Volpi, bresciano, che si è imposto in quello per la Camera di Suzzara. Cinque anni fa, con un altro sistema elettorale (il Porcellum al posto del Rosatellum di oggi), i mantovani proiettati in parlamento, compresi gli extra muros, furono otto: quattro del Pd, uno di Centro democratico, due dei Cinque Stelle e un leghista. Questa volta l’esito è stato impietoso per il centrosinistra mantovano visto che per la prima volta in 70 anni non è riuscito ad eleggere direttamente dal territorio un proprio rappresentante.

Alla fine, il plurinominale, oltre alla Baroni e a Zolezzi, ha premiato la leghista Claudia Gobbato, di Rivolta d’Adda (Cremona), dello staff dell’assessorato regionale alla cultura. In lista era al terzo posto, dietro a Silvana Comaroli e ad Andrea Dara che, avendo vinto i rispettivi collegi uninominali a Cremona e a Mantova, hanno ceduto il posto alla collega di partito.

E si salva grazie al proporzionale alla Camera anche il senatore uscente del Pd Luciano Pizzetti, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri: anche lui ha beneficiato del posto lasciato vuoto dalla capolista Maria Elena Boschi, anch’ella sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, eletta nel collegio uninominale di Bolzano.

Tra i quattro eletti nel collegio plurinominale del Senato (anche qui, per questione di resti, un posto è andato perso) non figurano mantovani. Il seggio della Lega va a Simone Bossi, segretario del Carroccio di Cremona, che beneficia dell’elezione nell’uninominale cremonese di Erica Rivolta, capolista del listino; per Forza Italia guadagna lo scranno a Palazzo Madama, Giancarlo Serafini, molto vicino a Berlusconi e conosciuto anche a Mantova per essersi occupato per molto tempo, per conto dell’ex cavaliere, del partito azzurro in riva ai laghi. Il Pd si prende un seggio che va alla capolista Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione, sconfitta nell’uninominale di Pisa ma recuperata con il proporzionale (ha vinto anche a Modena e, quindi, dovrà optare; nel caso rinunciasse al seggio del proporzionale lombardo, cederebbe il posto ad Alan Ferrari, parlamentare uscente di Pavia). Infine, il listino funge da paracadute anche per un big dei grillini, quel Danilo Toninelli battuto nell’uninominale a Cremona ma recuperato con il proporzionale.