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La Lega primo partito: 25% Crollo Pd, grillini secondi
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La Lega primo partito: 25% Crollo Pd, grillini secondi

Più che raddoppiati i voti del Carroccio salviniano che surclassa Forza Italia. I Cinque Stelle aumentano i consensi ma di poco. Liberi e Uguali resta al palo

MANTOVA. Il voto di domenica per la Camera ha dato un vero e proprio scossone alla politica mantovana. Il primo partito a Mantova e provincia diventa la Lega salviniana che ha strappato il primato ad un Pd in caduta libera. Il Carroccio sale dal 10,06% dei consensi del 2013 al 25,71% di oggi grazie a circa 57mila voti raccolti in tutti i Comuni (24.800 nel 2013). Il Pd si ferma al 22,48% con circa 50mila suffragi (5 anni fa furono oltre 72mila), il che significa aver perso quasi l’8% rispetto alle Politiche del 2013 quando con il 30,32% dei consensi confermò il primo posto del 2008. E diventare il terzo partito mantovano dal primo che era.

Per la Lega si tratta del miglior risultato a livello provinciale dopo quello storico del giugno 1993 quando con Davide Boni conquistò l’amministrazione provinciale, strappandola al centrosinistra. Allora il Carroccio salì al 32,9%. In quel momento era la Lega indipendentista di Bossi a conquistare l’elettorato, dando l’abbrivio alla stagione del parlamento del nord a Villa Riva Berni di Bagnolo sull’onda del primo governo con Forza Italia che sarebbe nato l’anno dopo la vittoria a Palazzo di Bagno. Adesso ad imporsi è la Lega sovranista di Salvini che proprio nel Mantovano ha dovuto superare una dura e dolorosa fase di contrapposizione interna che è costato l’accantonamento di una figura storica del leghismo di casa come Gianni Fava. Oltre al crollo del Pd c’è da registrare anche quello di Forza Italia, da sempre partito leader nel centrodestra mantovano. Gli azzurri, che nel 2013 correvano come Pdl alleati di Fratelli d’Italia e Lega, presero 42.358 voti; 5 anni dopo sono scesi a quasi 27mila, il 12,17% del totale dei voti validi (tutti i dati, è giusto osservare, non sono ancora definitivi perché alcuni Comuni dei due collegi di Mantova e di Suzzara hanno già applicato il riparto proporzionale alle liste dei voti ricevuti dai rispettivi candidati dell’uninominale, mentre altri non l’hanno ancora fatto).

Ci si aspettava un exploit dei Cinque Stelle che, invece, non c’è stato. In termini percentuali i consensi nei loro confronti sono aumentati dal 23,21% al 24,28% e ciò è bastato per mantenere il secondo posto tra i partiti. È andata peggio sul fronte dei voti, scesi da 55.530 del 2013 a quasi 54mila di oggi. Dietro a Lega, M5S, Pd e Forza Italia c’è il vuoto. Fratelli d’Italia ha conquistato il 3,67% dei consensi, quasi il doppio rispetto al 2013 quando mise insieme 5.033 suffragi, saliti adesso oltre quota 8mila. Fallisce l’esperimento di Liberi e uguali (somma di Mdp, Sinistra italiana e Possibile) che si ferma al 2,59% con circa 6mila voti così come resta al palo +Europa della Bonino, ferma al 2,04% (circa 5mila voti). Gli altri partiti in lizza, tranne CasaPound che raccoglie circa 3.500 voti pari all’1,47% di cui 479 a Mantova con de Marchi, sono tutti degli zero virgola che non pesano. Resta, nel Mantovano, una schiera di elettori sfiduciati (il 25%, uno su quattro) che ha preferito astenersi. E altri (8.800) che, pur andando a votare, hanno scelto di annullare la scheda o di votare in bianco. Un problema che la politica deve risolvere.

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