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«La scelta di Salvini ha pagato»
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«La scelta di Salvini ha pagato»

Il riconoscimento di Fava al segretario: «Il governo? M5S può trovare i numeri»

MANTOVA. «In questo Paese una secessione, dal punto di vista politico, si è già concretizzata. Al Nord la gente si è affidata alla Lega, al Sud al Movimento 5Stelle e al suo reddito di cittadinanza».

Escluso dalla corsa per il veto dell’ala salviniana del partito, Gianni Fava ha seguito nel ruolo di osservatore esterno la bagarre elettorale. Questo, continuando a sostenere quella che considera ancora casa sua: la Lega. «Io l’ho votata e ho chiesto di votarla. Certo è un partito nuovo e diverso rispetto a quello che conoscevamo. Innegabile, però, che il risultato sia buono».

La scelta nazionale di Matteo Salvini, dunque, ha pagato? «Mi sembra che al Sud non ci sia stato lo sfondamento atteso. Chiaro, però, che i numeri testimoniano la netta affermazione della sua scelta». A livello nazionale i temi sul piatto sono chiari: il primo, l’affermazione del Movimento 5Stelle. «Credo siano i veri vincitori di questa tornata elettorale. Di conseguenza hanno il pieno diritto di provare a governare il Paese. Dubito che Mattarella non affiderà l’incarico a Di Maio. Personalmente sono convinto che i 5Stelle troveranno i numeri per governare».

Poche speranze per la coalizione di centrodestra, dunque. «La vedo complicata. La prassi è che l’incarico vada al primo partito. E poi il centrodestra da chi potrebbe essere sostenuto, dal Pd?». Ed ecco che il discorso, inevitabilmente, scivola sul risultato negativo del partito di Matteo Renzi. Tutto meno che una sorpresa per Fava. «Era nell’aria, bastava parlare con le persone. Questa è la sconfitta di una classe politica autoreferenziale che ha dimostrato distanza dalla gente. Un esempio simbolo è la candidatura della Boschi a Mantova».

Nella corsa a governatore della Regione, il candidato del centrodestra Fontana ha superato con ampio margine il rivale Gori. «Due le circostanze che hanno inciso. L’effetto delle politiche e il buon lavoro compiuto dall’amministrazione precedente. Quest’ultimo aspetto mi inorgoglisce».

Per l’assessore regionale uscente è in arrivo un momento di riflessione. «Per ora mi congedo dai ruoli istituzionali e torno alla vita privata. Poi vedremo. Tante cose sono cambiate in questi mesi. La passione, però, resta, difficile metterla in un angolo. La cosa che più mi ha fatto piacere è stato il coro di consensi arrivato sul mio operato da più categorie: è il segno che Mantova è tornata a sentirsi rappresentata in Regione».
 

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