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Strada isolata: il latte resta nelle aziende

In via Pangona voragini nell’asfalto: e i mezzi spazzaneve non sono passati

VIADANA (Cogozzo). «Le tasse le paghiamo anche noi residenti di via Pangona, eppure il Comune sembra essersene dimenticato».

A lamentare scarsa considerazione e un pessimo stato manutentivo del fondo stradale è Andrea Franzoni, uno dei cittadini residenti lungo la via. Via che si inoltra nelle campagne a nord dell’abitato di Cogozzo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza, il mancato passaggio dei mezzi spartineve dopo la nevicata di sabato. «Domenica mattina – afferma Franz ...

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VIADANA (Cogozzo). «Le tasse le paghiamo anche noi residenti di via Pangona, eppure il Comune sembra essersene dimenticato».

A lamentare scarsa considerazione e un pessimo stato manutentivo del fondo stradale è Andrea Franzoni, uno dei cittadini residenti lungo la via. Via che si inoltra nelle campagne a nord dell’abitato di Cogozzo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza, il mancato passaggio dei mezzi spartineve dopo la nevicata di sabato. «Domenica mattina – afferma Franzoni – la strada era del tutto impraticabile e i mezzi che avrebbero dovuto raggiungere gli allevamenti zootecnici per il ritiro del latte sono dovuti tornare indietro senza effettuare il carico».

Nel corso della giornata, la pioggia ha poi pulito la via, ma ormai il danno era fatto. E non molto meglio era andata nelle precedenti giornate di maltempo, quando la strada era rimasta sporca e difficilmente transitabile. In via Pangona risiedono quattro famiglie: «Ma le tasse per avere dei servizi le paghiamo anche noi». La sensazione di isolamento è stata tra l’altro recentemente acuita dalla realizzazione e inaugurazione della Gronda Nord: la nuova arteria, infatti, ha tagliato a metà via Pangona. Se prima l’accesso era possibile direttamente dal paese, ora bisogna invece allungare per via Pilastro.

«E soprattutto – evidenzia Franzoni – se il primo tratto della strada è bello e percorribile in sicurezza, il secondo è invece pieno di buche e praticamente affrontabile solo a bordo di un fuoristrada». Il fondo stradale appare in più tratti completamente sconnesso, con buche divenute vere e proprie voragini. Gli utenti hanno ormai imparato, per evitare alcune asperità, a transitare con le ruote di destra sul ciglio del fosso.

Stando al racconto degli utilizzatori, quando piove non si vede il fondo delle pozzanghere, col rischio di finire in un avvallamento profondo parecchi centimetri. In verità gli addetti hanno provveduto nel corso del tempo a riempire alcune buche, ma non a una sistemazione complessiva della strada. «Recentemente – afferma Franzoni – abbiamo chiamato i vigili urbani perché gli scavi delle nutrie avevano provocato la formazione di una buca profonda sul ciglio della strada. Ma si sono limitati a porre un cartello per segnalare il pericolo. Per fortuna che noi ci spostiamo col camioncino, se no per le auto sarebbe davvero un problema».