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il processo

Mantova, estorsione del bisturi: tre anni

Condannato un 55enne che si spacciava per mafioso. Pretendeva 5.500 euro per la pulizia dei ferri

MANTOVA. Aveva messo in atto un tentativo di estorsione ai danni della clinica San Clemente di Mantova. Orfeo Demetrio Cuevas, 55 anni, nativo della provincia di Bologna senza fissa dimora, spacciatosi, e non a caso, per il dottor Corleone e vantando importanti conoscenze negli ambienti mafiosi, è stato condannato a tre anni di reclusione, contro i cinque chiesti dal pubblico ministero.

Braccato dalle polizie di tutta Europa per quasi un anno intero, grazie all’ intensa attività di indagine del nucleo investigativo dei carabinieri di Mantova, era stato assicurato alla giustizia.

I fatti che gli sono stati contestati sono avvenuti tra l’11 gennaio e il 29 febbraio 2016, ma sono preceduti da altre circostanze. Il 23 novembre 2015 Demetrio Cuevas si presenta alla Casa di cura con altre tre persone rimaste ignote e propone, a titolo di prova, una manutenzione dei ferri chirurgici (sette divaricatori, 4 punte da trapano e una forbice) che vengono restituiti all’indomani.

Tre giorni dopo gli vengono affidati altri trenta strumenti che restituisce a fine mese, insieme ad un preventivo intestato alla ditta Bosque Vazquez, con sede a Milano ma con partita Iva inesistente. Pretende il pagamento di 5.500 euro.

A quel punto il sedicente dottor Corleone, con il nipote pure corleonese e il titolare di una fantomatica ditta Bosque mettono in atto il loro criminale progetto.

L’11 gennaio 2016 Corleone, dalla Francia, chiama il responsabile degli acquisti della San Clemente presentandosi come zingaro e alludendo a ciò di cui sono capaci gli zingari e a cosa accade a chi non paga. Successivamente lo stesso dipendente della Casa di cura riceve un’altra minaccia: se non paghi ti spezziamo le gambe.

A quel punto il dipendente della clinica si rivolge ai carabinieri che mettono in campo l’intera compagine investigativa. Viene fornito un identikit e comincia la caccia. Nel frattempo Cuevas, con un complice, non se ne sta con le mani in mano. Usando la stessa tecnica si presenta in un’ azienda agricola di Goito che taglieggia allo stesso modo. I carabinieri lo rintracceranno pochi mesi dopo in Francia.
 

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