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Il caso Indecast alla svolta In sei dal giudice per truffa

Castiglione. Udienza preliminare a Brescia. L’ex presidente tra gli imputati Sotto accusa l’acquisto di due motori vecchi e non funzionanti per 700mila euro

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Svolta nel processo Indecast. Le sei persone, indagate per la truffa dei motori, dovranno comparire davanti al giudice per le indagini preliminari di Brescia il 16 maggio prossimo.

Sono trascorsi più di sei anni da quell’ordine d'acquisto: oltre 700mila euro, Iva compresa, per due motori di una piccola centrale di produzione di energia elettrica, in realtà inutilizzabili perché obsoleti e da tempo non funzionanti. Erano rottami comprati nell'ottobre del 2011 dalla municipalizzata Indecast.

L'inchiesta sulla truffa, che sembrava sul punto di essere a un punto chiave del suo iter con una richiesta di rinvio a giudizio pendente per sei persone, aveva avuto una battuta d'arresto. Il giudice per le udienze preliminari Gilberto Casari, accogliendo la tesi dei difensori a cui si era associato anche il pubblico ministero, aveva dichiarato l'incompetenza territoriale del caso e trasferito il fascicolo alla procura di Brescia. Il reato si era compiuto con i bonifici a un'agenzia bancaria bresciana.

Indagati di truffa in concorso sono il castiglionese Mario Tonello, 46 anni, al tempo presidente di Indecast, che è stato anche candidato sindaco Pdl alle amministrative del 2012 e che deve fare i conti con un altro procedimento penale dov’è accusato di furto, in concorso, delle auto sotto sequestro della concessionaria di Belfanti di cui era custode giudiziale; Fulvio Lanzini, 77 anni, di Palazzolo Sull'Oglio (Bs), rappresentante di Prisma srl, fornitrice apparente dei motori; Francesca Vincitorio, 39enne di Seveso (Mi), rappresentante della Delta srl, su carta alla base del passaggio dei motori; Francesco Frau, 50 anni, di Gussago (Bs), titolare Gf Ponteggi srl, che aveva in custodia i motori-rottame; Andrea Mazzon, 46 anni, di Volta, direttore tecnico di Indecast; e Sergio Fezzardi, 56 anni, titolare della Provider, la ditta incaricata di individuare fornitori qualificati per acquistare i cogeneratori.

I sei imputati, secondo l’accusa, avrebbero indotto in errore i componenti del consiglio di amministrazione della municipalizzata Indecast attraverso la produzione di una documentazione falsa che ha portato all’acquisto di due motori al prezzo di 700mila euro, con allegato un inattendibile e inconsistente studio di fattibilità, riferito a un impianto obsoleto e non funzionante.

Altrettanto inattendibile un preventivo, privo degli importi totali.



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