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Invalidato il consiglio La surroga è da rifare

Acquanegra. Il regolamento del 2002 impone la maggioranza di 7 consiglieri «Soglia superata, ma nessuno l’ha adeguata». Mercoledì nuova convocazione

ACQUANEGRA SUL CHIESE. A monte il consiglio comunale. Le decisioni prese nella seduta del 22 febbraio nella quale si doveva sostituire il capogruppo dimissionario Barbara Ronca sono state dichiarate nulle per mancanza del numero legale. Ci si riprova mercoledì.

Il caso era nato nell’immediatezza della pubblica assise. Al consiglio comunale erano presenti 8 dei 10 consiglieri eletti in quanto per la maggioranza vi erano assenti Tosi per malattia e la Ronca in quanto dimissionaria. I tre consig ...

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ACQUANEGRA SUL CHIESE. A monte il consiglio comunale. Le decisioni prese nella seduta del 22 febbraio nella quale si doveva sostituire il capogruppo dimissionario Barbara Ronca sono state dichiarate nulle per mancanza del numero legale. Ci si riprova mercoledì.

Il caso era nato nell’immediatezza della pubblica assise. Al consiglio comunale erano presenti 8 dei 10 consiglieri eletti in quanto per la maggioranza vi erano assenti Tosi per malattia e la Ronca in quanto dimissionaria. I tre consiglieri di opposizione, che avevano lamentato la tardiva convocazione giunta martedì 20 alle 18 del consiglio per la seduta di giovedì 22 alle 19.30, a metà seduta hanno abbandonato l’aula facendo scendere così il numero dei consiglieri presenti a 5 oltre al sindaco Monica de Pieri.

Il segretario comunale, leggi alla mano, ha fatto proseguire la seduta in quanto basta la maggioranza dei consiglieri: ovvero sei su 10.

Le opposizioni consiliari rappresentate da Carlo Danieli e Gino Scorza per “Insieme per un bene Comune” ed Erminio Minuti, “Fare per la comunità”, hanno contestato e presentato un’istanza di invalidamento del consiglio stesso per assenza del numero legale. La richiesta è stata ribadita anche con una nota inviata al Prefetto.

«La giurisprudenza generale è chiara - spiega il sindaco Monica de Pieri - Ovvero le sedute sono valide se vi è all’appello il 50% più uno degli eletti. Ed essendo il consiglio composto da 10 consiglieri più il sindaco, la maggioranza è costituita da sei presenti. Il 22 febbraio eravamo rimasti 5 consiglieri più io, quindi per noi era tutto a posto. Il problema è che il regolamento comunale risale al 2002 e non è mai stato colpevolmente adeguato da parte della precedente maggioranza. Essendo nato nel momento in cui i consiglieri erano 12 più il sindaco, venne scritto che le sedute erano valide con la presenza di sette consiglieri, che in effetti allora era la maggioranza. Ma nel frattempo le leggi sono cambiate. Addirittura nel 2011 la legge ne prevedeva sei in tutto, ma nessuno si è accorto della norma scritta, che avrebbe reso impossibile anche convocare i consigli. Oggi i consiglieri sono 10 più il sindaco, ma nel regolamento è rimasta la maggioranza di sette consiglieri. Quindi, nonostante la legge ci dia ragione, il mancato adeguamento del regolamento ci costringe ad annullare il consiglio comunale e ad indirne uno. Non senza sottolineare la mancanza di rispetto dell'opposizione che non ha permesso ad un consigliere di essere surrogato in consiglio».