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Lotta al gioco d’azzardo. In un anno 42 verbali

Contro la ludopatia la prima battaglia del nuovo Osservatorio della legalità. L’assessore Rebecchi: «Cercheremo di sensibilizzare i titolari di locali e bar»

MANTOVA. È la battaglia per regolamentare ulteriormente e ridurre la diffusione del gioco d’azzardo - o meglio, gli eccessi che portano a gravi conseguenze sociali e patologiche - uno dei primi temi di cui si occuperà l’Osservatorio permanente sulla legalità istituito dal Comune e che esordirà domani pomeriggio. All’ordine del giorno della prima convocazione dell’organismo che mette attorno allo stesso tavolo istituzioni locali, associazioni culturali e sociali come Libera e Arci e associazioni di categoria, oltre che sindacati, mondo della scuola e ordini professionali, ci sono due punti: la presentazione del programma della Giornata regionale in onore delle vittime della mafia che si terrà a Mantova il 21 e, appunto, la discussione sul progetto Lose for life di Avviso pubblico (associazione di enti locali) sul gioco d’azzardo.

A Mantova le sale scommessa sono poco meno di una settantina (67 nel 2016, 586 in tutta la provincia). Secondo i Monopoli di Stato, nel 2016 il giro d’affari del gioco d’azzardo legale è stato di 84 milioni nel Mantovano. Tutti soldi spesi da giocatori, ovviamente.

Nel corso del 2017 sono stati effettuati circa sessanta controlli da parte della polizia locale nelle sale giochi di città e affibbiate 42 verbali per mancato rispetto degli orari di gioco definiti dal Comune: 9-12 e 18-23.

«Il tema di fondo è quello della ludopatia e i mezzi per contrastarla - spiega l’assessore alla legalità, Iacopo Rebecchi affiancato da quello al welfare, Andrea Caprini - i Comuni possono agire con regolamenti e incentivi per i locali e i bar che decidono di non mettere a disposizione dei clienti le slot. E naturalmente controllare che vengano rispettate le norme, in particolare quelle sugli orari di funzionamento, la distanza da luoghi sensibili e il divieto assoluto di far giocare i minorenni. Ma non basta. Occorre coordinare tutti i Comuni, affinché applichino ad esempio gli stessi limiti d’orario di funzionamento delle sale gioco. In secondo luogo è necessario sensibilizzare le categorie, quelle dei gestori di locali e bar, perché tengano sempre presente le conseguenze sociali che la ludopatia comporta. Ci sono persone e famiglie rovinate dall’ossessione del gioco. Dobbiamo anche fare un grosso lavoro di tipo culturale, perché chi entra in una sala giochi o in un bar deve sapere che le probabilità di vittoria sono matematicamente irrilevanti e che, certo, si può vincere, ma che la probabilità di vittoria significativa è statisticamente improbabile. E poi, oltre al gioco legale, su questo business si è da tempo innestata anche la criminalità organizzata».

All’incontro di domani ci sarà anche il vice presidente di Avviso Pubblico, il sindaco di Gazoldo, Nicola Leoni.
 

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