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Stato di preallerta sui fiumi mantovani

Il Po cresciuto di due metri nell’arco di un giorno. La pioggia gonfia gli affluenti. Risalita più veloce per il Secchia

MANTOVA. Nemmeno il tempo di riaversi dal Burian e il meteo torna a dare preoccupazione. Le piogge insistenti caduti sulla pianura padana, circa 60 millimetri negli ultimi dieci giorni, ma soprattutto sui primi versanti alpini e gli Appennini stanno facendo velocemente innalzare il livello del Po e dei suoi affluenti. Per il Secchia, il più veloce a rispondere alle sollecitazioni delle piogge, è già stato decretato lo stato di preallerta. Altrettanto è stato fatto per i torrenti parmensi, (Enza e Parma) responsabili delle alluvioni di dicembre. Altri seguiranno nei prossimi giorni, quando i livelli si alzeranno. Il Po, ingrossato dall’apporto degli affluenti, è cresciuto di oltre due metri in 24 ore.

La situazione è per ora sotto controllo. Monitorati i fiumi appenninici. Ma vigilati speciali restano anche i grandi corsi d’acqua lombardi, come Adda, Oglio e Chiese. Le preoccupazioni maggiori vengono dal versante appenninico.

A Brescello e Lentigione si è passato una notte di allerta, con l'ordine di evacuare una quarantina di persone, utenti considerati fragili poiché senza possibilità di dormire ai piani alti o perché anziani o disabili.

Agli altri residenti è stato raccomandato di dormire ai piani alti. Occhi puntati sugli argini dell'Enza. Al via in serata lo spostamento di una decina di disabili e cittadini che vivono al primo piano. Chiusa anche la scuola di Lentigione. Pronti 3.700 sacchetti di sabbia.

Con una trentina di volontari della Protezione civile a ronda del territorio attraversato dal torrente Enza, si è attesa la piena provocata dalle piogge insistenti del fine settimana e soprattutto dal conseguenze rapido scioglimento della neve in montagna.

Sul Secchia l’onda di piena è transitata ieri nel Modenese dove si è formato il colmo che dovrebbe iniziare a transitare oggi nel Mantovano raggiungendo la soglia 2, di moderata criticità. Lo stato di pre allerta è stato diramato ai Comuni di Moglia, San Benedetto Po e Quistello.

Attualmente è in formazione anche un’onda di “morbida” (le cosiddette piene primaverili o “mezze piene”) sul Po.

Le previsioni fornite da Aipo (Agenzia interregionale per il Po) e Protezione civile regionale indicano che nella sezione di Borgoforte, il fiume raggiungerà il colmo nella notte tra oggi e domani mantenendo comunque i livelli al di sotto delle soglie di attenzione.

Secondo la Coldiretti l’arrivo di piogge e temporali violenti preoccupa per la stabilita idrogeologica «con piene ed esondazioni per i fiumi ed il rischio frane o smottamenti per i terreni. Una situazione favorita dal fatto che tra pioggia, gelo e neve è caduta in questo inverno in Italia il 16% di acqua in più rispetto alla media storica con un decisa inversione di tendenza rispetto al deficit idrico fatto registrare nelle stagioni precedenti». La nuova ondata di maltempo – continua la Coldiretti – colpisce le campagne dove è ancora in atto la conta dei danni provocati dalla devastante gelata provocata dal Burian che ha già distrutto gli ortaggi in campo e provocato perdite consistenti nelle piante da frutto e ulivi con danni che potrebbero raggiungere i 300 milioni di euro.
 

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