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Assolto il numero uno della Pata

Castiglione. Remo Gobbi era finito a processo con l’accusa di evasione fiscale sulle sponsorizzazioni

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Remo Gobbi, amministratore unico della Pata Chips di Castiglione delle Stiviere, finito a processo per presunte gravi irregolarità nell’ambito delle sponsorizzazioni sportive, è stato assolto.

La sentenza è stata emessa il 21 marzo dal giudice Ivano Brigantini. Cadono dunque le accuse della procura secondo le quali Gobbi, al fine di evadere le imposte sul valore aggiunto, avrebbe ricorso all’uso di fatture per operazioni inesistenti nelle dichiarazioni dei redditi del 2010 e del 2011.

Fatture complessive per circa due milioni e seicentomila euro e un’Iva superiore al mezzo milione.

Nella prima udienza aveva testimoniato il funzionario dell’Agenzia delle Entrate dalla quale è partita la denuncia che ha messo nei guai Gobbi. Nel corso del processo, però, era emerso un fatto nuovo e rilevante di cui la stessa Agenzia aveva preso atto: e cioè che il patron della Pata aveva pagato sia le fatture che l’Iva fino all’ultimo centesimo. Per la procura, però, le avrebbe pagate al soggetto sbagliato.

Quei due milioni e seicentomila euro non dovevano, per l’ accusa, andare all’agenzia di pubblicità Brc di Brescia, ma direttamente alla scuderie prescelte per la sponsorizzazione e partecipanti ai campionati mondiali di Superbike: la Borciani Guandalini e alla Dfx Racing.

Il sospetto su cui si fondava il capo d’imputazione era che l’operazione dell’amministratore unico della Pata Chips fosse stata messa in atto al fine di evadere l’ imposta sul valore aggiunto. Ipotesi smontata dalla difesa dell’imprenditore castiglionese e definitivamente bocciata dal giudice Ivano Brigantini.
 

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