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In tre arrivano anche da Amburgo

Pubblico maturo, molti hanno approfittato dell’evento per visitare la città

MANTOVA. Alle 17 il piazzale del Palabam è deserto. Blowin' in the Wind fa da colonna sonora ai camion dei panini che si stanno sistemando. Davanti alle casse ci sono i primi tre super fan. «Arriviamo dalla Germania. Amburgo. Siamo arrivati a Verona, in aereo e poi in treno in questa bella città che non conosciamo», affermano sorridendo. In coda con loro ci sono poco più di venti persone. «Noi arriviamo da Brescia - raccontano due ragazzi molti giovani -, è il nostro primo concerto di Dylan. Un regalo di Natale, anche se non siamo riusciti ad andare in platea. Ora facciamo il giro del palazzetto; degli amici ci hanno detto che è arrivato e speriamo di vederlo». In realtà un muro di autobus neri copre l’ingresso. Non si vede nulla, «solo le scarpe» dice chi era presente all’arrivo dei bus. Il vento gelido che ha sostituito il sole primaverile dell’ora di pranzo continua a soffiare e i venditori di panini fanno a gara con il volume. «Guarda che non è Dylan quello che hai messo in cassa» afferma un superfan di Pavia rivolgendosi al titolare del camion, «è una cover di Knockin' on Heaven's Door, ma non è lui che canta». «Arriviamo da Pavia. Bella Mantova, davvero una bella città. Lo abbiamo visto dieci volte, in varie epoche. Cosa ci aspettiamo? Che stia con noi qualche ora, e che ci faccia cantare». Anche due giovani di Padova, fra i più young del pubblico in attesa, confessano che vorrebbero cantare. «Il Nobel? Un di più» affermano due ragazze coloratissime di Mantova città.

L’attesa è comunque composta, il pubblico è decisamente maturo. I giovani sono spesso i figli che accompagnano padri e madre. «Siamo qui tutti e tre. Ascoltiamo Dylan da una vita. Mia figlia lo ascoltava nella culla» afferma una famiglia di Venezia. La palma d’oro del superfan la vince un signore di Goito. «È la mia prima volta. Bellissimo che sia qui a Mantova. Mi aspetto una festa e voglio cantare. Domani alle 4 mi devo alzare per lavorare e spero mi dia la carica per farlo. Aspetto la pensione e non ne posso più di lavorare. La sua musica mi accompagna sempre, tutti i giorni».

Non tutti, però, son qui per Dylan. «Chi suona questa sera? Bob Dylan? Davvero... è bravo. Ma davvero è qui a Mantova?» afferma una coppia mentre passa davanti alle casse con le borse della spesa. I cancelli aprono alle 19. Niente macchine fotografiche, non possono entrare e in molti si lamentano, ma tutto procede con ordine. Arrivano anche fan in bici, dalla città. Il popolo di Dylan è pronto, non resta che ascoltare lo show del premio Nobel, nella città del Festivaletteratura.

Luca Cremonesi
 

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