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canneto sull’oglio 

Una panchina per Jessica. L’aveva uccisa il marito

Folla e commozione sabato 14 aprile a Canneto per la posa, in Piazza Eroi e Martiri, della panchina rossa contro il femminicidio, in memoria di Jessica Poli, la 32enne cannetese uccisa nel 2007 dal marito Ziadi Moncef e gettata nel fiume

CANNETO SULL’OGLIO. Folla e commozione la mattina di sabato 14 aprile  a Canneto per la posa, in Piazza Eroi e Martiri, della panchina rossa contro il femminicidio, in memoria di Jessica Poli, la 32enne cannetese uccisa nel 2007 dal marito Ziadi Moncef e gettata nel fiume.

I cannetesi si sono stretti intorno alla madre della ragazza Renza Volpini con grande partecipazione.

Ad un anno di distanza dalla richiesta, l'amministrazione comunale con l'associazione “Mia”, il comprensivo di Canneto, l'Associazione 8 marzo e la parrocchia hanno organizzato una cerimonia bella e toccante

A partire dal ritrovo iniziale nel teatrino parrocchiale in cui la mamma di Jessica e le autorità presenti, dal sindaco Raffaella Zecchina al suo vice Diego Redini all'assessore all'istruzione Alessia Gilberti, al maresciallo dei carabinieri Marco Casula, a don Alfredo Rocca fino ad Annise Grandi dell'Associazione Mia hanno parlato ai tanti studenti in sala.

Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno contribuito ad organizzare l'evento il sindaco Raffaella Zecchina, nel suo sentito intervento si è rivolta ai ragazzi: «Grazie alla parrocchia che fornisce sempre il teatrino, a tutti i presenti, agli insegnanti e gli studenti. A voi - ha detto rivolgendosi ai ragazzi - parlo da mamma. Siete voi che dovete fare in modo che la violenza non ci sia» e poi la voce le si è rotta per la commozione.

Il maresciallo Casula ha posto l'accento sul fondamentale lavoro svolto dai carabinieri che si occuparono delle indagini sul delitto di Jessica, come il luogotenente Claudio Zanon e l'appuntato scelto Massimiliano Sacchetti. Indagine condotta dal sostituto procuratore Giulio Tamburini.

«Non avremmo mai voluto avere nel vocabolario la parola femminicidio eppure - ha detto Renza facendosi forza - non solo l'abbiamo conosciuta ma è arrivata anche a Canneto. Alle ragazze dico non fatevi stritolare dall'eccessiva gelosia del vostro ragazzo. A chi subisce e a chi vuole aiutare dico invece rivolgetevi alle associazioni».

Poi la cerimonia si è spostata ai giardinetti dove è stata srotolata una coperta rossa con la scritta “NO” realizzata dall'Associazione 8 marzo cucendo pezzi di stoffa donati da volontari.

Dopo aver tolto il telo bianco che celava la panchina è scattato un applauso. Struggente l'omaggio musicale di Elena Favaretto ed Alessandra Giorgi che hanno cantato “Sally” di Vasco Rossi accompagnate da Gianni Corradini.

Infine la benedizione da parte di don Alfredo Rocca. Sulla panchina rossa dedicata alla figlia, Renza Volpini ha deposto un mazzo di fiori con un nastro bianco e la scritta “Giù le mani”. (Maria Luisa Rancati)
 

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