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Nomadi, festa della musica davanti a 2.500 appassionati

Prima del concerto un minuto di silenzio dedicato ai bambini della Siria. Oggi 15 aprile si replica: molte iniziative e nel pomeriggio seconda esibizione della band

CASALROMANO. Casalromano ha festeggiato ieri 14 aprile la musica nomade accogliendo il suo popolo arrivato da ogni parte d'Italia e dall'estero per il 30° raduno dei fan dei Nomadi. Il primo concerto qui della band di Augusto Daolio e Beppe Carletti risale alla primavera 1988 quando il presidente della Pro loco (e lo è ancora oggi) Riccardo Angolini inventò questo raduno che ogni anno vede arrivare a Casalromano migliaia di persone. I Nomadi quest'anno festeggiano i 55 anni di ininterrotta attività e Casalromano ha voluto celebrare l’evento con un doppio appuntamento, ieri sera e oggi pomeriggio con uno spettacolo teatrale. La giornata di ieri è stata ricca di eventi e spettacoli collaterali come la mostra di pittura dedicata ad Augusto Daolio, la messa in ricordo di Augusto e Dante Pergreffi, spettacoli di illusionismo, tanta musica con le tribute band e buona cucina.

Nel pomeriggio Beppe Carletti ha risposto alle domande del pubblico sul tema "Nomadi una storia lunga 55 anni". Sotto il tendone allestito per l'incontro, "l'orchestrale" Beppe Carletti (così ama definirsi ) ha ricordato i 30 anni di Casalromano rispondendo alle domande di circa 100 persone. Ha poi ringraziato Riccardo Angolini e la pro loco «per essere ancora qui e questa è anche un momento per rivedere vecchi amici». L'incontro è stato introdotto da Matteo Magri. «Con Nomadi Dentro - ha detto Carletti - abbiamo cercato un ritorno alle origini iniziate nelle balere di Riccione. Chi ci segue è un "nomade dentro". Ci sono gli autori storici Guccini e Salerno (Io vagabondo). La nostra è sempre stata una grande famiglia. Chi se ne è andato è stato per scelta sua come Danilo Sacco e Cristiano Turato. Nessuno ha mandato via nessuno». Nel nuovo libro in uscita Beppe Carletti racconterà i Nomadi ma soprattutto le sue «verità che non sono quelle che si sentono in giro».

Ieri sera lo spazioso teatro tenda allestito per ospitare il concerto si è riempito con oltre 2.500 fan, applausi e tanta solidarietà all'evento nomade per eccellenza una specie di ritrovo di una famiglia allargata per la band emiliana fondata da Carletti e Daolio. Da un anno circa il front men è Yuri Cilloni, 45 anni, modenese, ex cantante di una tribute band che ha dimostrato di conoscere bene il repertorio adattandosi subito allo spirito del gruppo “uno che finalmente sa cantare i Nomadi” come dicono alcuni, anche se tutti ricordano ancora la bravura di Danilo Sacco. Puntuale alle 21 il concerto è iniziato con un toccante intervento di fra Giuseppe in ricordo dei bambini siriani: per loro un minuto di silenzio e poi un applauso e braccia al cielo. Nel segno della tradizione la scaletta di oltre 30 canzoni, partendo con Nomadi di Guccini fino ai classici: da Io vagabondo (che chiude ogni concerto) a Ho difeso il mio amore, Dio è Morto”, Canzone per un'amica, Io voglio vivere, Senza Patria, Gli aironi neri, Noi non ci saremo e l'applauditissima Mille e una sera ma anche alcune canzoni del nuovo album Nomadi dentro (2017), il primo realizzato con il cantante Yuri Cilloni.

Oggi pomeriggio (15 aprile) alle 17.30 ci sarà il secondo concerto dei Nomadi in versione teatrale con posti a sedere rispettivamente a 32, 28 e 24 euro. L'ingresso è gratuito per i bambini in braccio ai genitori. Saranno raccolti generi di prima necessità per i terremotati di Castelluccio di Norcia.


 

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