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il caso

Assediato dai bulli, sta male in bagno

Studente di 12 anni trasportato in elicottero al Poma, è fuori pericolo. Trovato un biglietto: è tentativo di suicidio simulato?

MANTOVA. «Paolo, Paolo... apri la porta, ti prego, apri...». Ha bussato e implorato per venti, trenta interminabili secondi. Poi, capito che il ragazzino non avrebbe risposto, perché non poteva o non voleva, l’insegnante è corsa a dare l’allarme. Paolo (naturalmente non è il suo vero nome, ndr), studente dodicenne, è stato trovato a terra, nei bagni della scuola media, in stato di semincoscienza. La scena appariva come quella di un tentativo di suicidio per ingestione di farmaci. A farlo pensare sarebbe stato un biglietto lasciato dal ragazzo – circostanza questa che ufficialmente nessuno ha voluto confermare – una sorta di motivazione di un gesto, il suicidio, in realtà mai tentato.

A smentire che ci sia stata un’ingestione di farmaci sono state le visite mediche a cui Paolo è stato sottoposto dal personale dell’elisoccorso durante il trasporto all’ospedale Poma e in seguito. Quale l’origine di quello che appare un suicidio simulato o, tradotto, una drammatica richiesta di aiuto? Presunti atti di bullismo di cui Paolo potrebbe essere rimasto vittima. Su questo si stanno interrogando sia la scuola che i carabinieri. Sulla vicenda al momento è stato sollevato – comprensibilmente, vista la delicatezza del caso – uno spesso muro di riserbo.

«Non posso riferire nulla – è il commento laconico rilasciato dal provveditore agli studi, Novella Caterina – poiché i fatti e la dinamica sono ancora oggetto di accertamento da parte delle forze dell’ordine. Posso dire solo che provveditore e dirigente scolastica, in continuo contatto, stanno seguendo il caso con la massima attenzione e collaborazione con le autorità competenti».

Paolo è stato ricoverato nel reparto di Pediatria. Le sue condizioni fisiche erano buone, non così invece il suo stato emotivo, sebbene lo abbiano subito raggiunto i genitori. Il ragazzino sarebbe stato anche visitato da uno psicologo. Sarà innanzitutto a scuola, comunque, che si scaverà sulle cause dell’accaduto. Ai carabinieri spetterà l’invio di una relazione alla Procura dei minori.


 

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