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Case Aler in degrado a Valletta Valsecchi. Piano per liberarsene

I condomini disabitati come premio in una gara d’appalto. Ma la legge regionale rende complicata l’operazione

MANTOVA. Per le palazzine popolari disabitate da anni e in completo stato di degrado di via Otto Marzo, in Valletta Valsecchi, l’Aler sta tentando di trovare una soluzione. I vertici dell’azienda di viale Risorgimento ipotizzano di inserire il terreno nella gara d’appalto, prevista alla fine dell’anno, per la sistemazione di un condominio vuoto di Formigosa, di diversi appartamenti nelle palazzine tra Trincerone e Te Brunetti e di altri alloggi sparsi in città e provincia. Un appalto che dovrebbe aggirarsi sui due milioni di euro. Chi se lo accaparrerà riceverà anche il terreno su cui sorgono le due palazzine di Valletta Valsecchi.

Quasi un regalo, anche se naturalmente non verrà presentato così nell’emanazione del bando. Sarebbe, in realtà, l’estremo tentativo di liberarsi di due condomini divenuti ormai un problema di degrado serio per il quartiere e una zavorra economica per l’azienda che deve occuparsi della vigilanza e della pulizia dei cortili senza avere la possibilità di intervenire per abbatterli e costruire qualcosa di nuovo. I tentativi di vendere l’area, d’altronde, non hanno dato fino ad oggi alcun risultato.

La progettazione per il riattamento (il termine tecnico che indica i lavori necessari per far tornare abitabile una casa) del condominio fantasma di strada Formigosa, di alcuni appartamenti delle palazzine zeppe di infiltrazioni di Te Brunetti e degli altri alloggi è già stata data in affidamento allo studio Polaris (72mila euro più Iva). «È un lavoro abbastanza complesso - spiega il direttore dell’unità operativa dell’Aler di Mantova, Vanni Spazzini - Riteniamo che per il tardo autunno saremo in grado di lanciare la gara. Speriamo di poter con questo risolvere anche la questione di via Otto Marzo».

Soluzione che, tuttavia, deve fare i conti con la crisi del settore e, può sembrare un paradosso, soprattutto con le norme regionali. Perché per i due condomini più datati di Valletta Valsecchi, costruiti nei primi anni 50 dallo Stato per ospitare i profughi dall’ex Jugoslavia, scattano dei vincoli per gli eventuali acquirenti.

«Si tratta di norme studiate per evitare speculazioni - dice Spazzini - e sicuramente hanno un obiettivo condivisibile. In questo caso, tuttavia, costituiscono un forte ostacolo alla possibilità di vendita dell’area. Perché anche se si abbattono e si costruiscono case nuove, l’acquirente dovrebbe attendere dieci anni per metterle in vendita. L’unica possibilità sarebbe ricevere l’autorizzazione di Aler alla vendita, ma all’azienda spetterebbe una quota del ricavato. Una quota a cui non possiamo rinunciare. In quel caso interverrebbe subito la Corte dei Conti. Il problema è che a queste condizioni l’interesse per quel terreno, che si trova in una zona appetibile, rischia di svanire».

Quindi? Già tempo fa lo stesso presidente di Aler di Brescia, Mantova e Pavia, Ettore Isacchini, aveva auspicato un cambiamento nella normativa regionale. «Se ne stava parlando ma poi ci sono state le elezioni - dicono in viale Risorgimento - vedremo quello che deciderà la nuova amministrazione lombarda».
 

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