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Sguardo sull'Africa, i medici volontari di Mantova tra donne e bambini

La onlus “Con vista sul mondo”  festeggia 10 anni. In Congo sta costruendo un ospedale per 400mila persone

MANTOVA. È l’Africa più povera e lontana quella che da dieci anni sta a cuore all’associazione mantovana “Con vista sul mondo”, una onlus che agisce prevalentemente in campo medico-sanitario con uno sguardo attento alle donne e ai bambini.
«Operiamo per area di intervento con progetti e attività di sostegno umanitario – spiega il presidente Renato Bottura, medico geriatra, autore di molte pubblicazioni -. Ci vuole passione, poi, una volta che sei stato là ti viene il mal d' Africa, quella dei poveri, e desideri tornarci». Una spedizione composta da due medici, Gabrio Zacchè e Luigi Molani, è appena tornata dal Congo dove l'associazione continua le azioni di sostegno all'ospedale Saint Vincent di Bukavu, struttura sanitaria di riferimento per 400mila persone nel più popoloso e povero quartiere della città.
È stata terminata un'ala nuova di due piani destinata alla maternità ed è in fieri la realizzazione della patologia neonatale che prevede il contributo al progetto da parte del Rotary Andes Virgilio di Curtatone unitamente a quello di Bukavu. «Oltre all'uso degli ecografi, fondamentali per il monitoraggio delle gravidanze, la sicurezza delle donne e dei bambini, sarà installata anche un'incubatrice – spiega Molani -. In un anno avvengono 900 parti, come all’ospedale Carlo Poma di Mantova, e grazie a questi interventi sono state migliorate molto le condizioni igienico sanitarie. In collaborazione con una onlus locale e una americana è in corso l'installazione di pannelli solari. È stato anche realizzato un ambulatorio di assistenza per donne che hanno subito violenza. È gestito da volontari tutti africani, con psicologi e educatori. In quattro anni sono state ben 324 le donne assistite con la finalità di reinserirle nei rispettivi villaggi dove devono essere accettate socialmente».
L’Ospedale Holy Family Mission, nel sud del Malawi, non riesce a rispondere alle necessità sanitarie dei 364 villaggi disseminati nel territorio e dei 300mila abitanti che vivono al di sotto del limite di sussistenza. Molto pressante è poi il livello di corruzione diffuso nel Paese. «In accordo con l’Arcidiocesi di Blantyre, sosteniamo lo staff medico ed amministrativo inviando attrezzature sanitarie, farmaci e supportando con formazione – racconta Daniele Benedini, medico fondatore dell'associazione mantovana, di ritorno da una recente spedizione –. Sono partiti diversi progetti per la medicina e soprattutto per la pediatria. Stiamo lavorando sull'informazione che evita ai bambini di diventare ciechi a causa del trachoma, risolvibile con una pastiglia, in unica somministrazione, che costa pochi centesimi. Con soli 200 euro si possono trattare 600 piccoli pazienti. Le piccole onlus come le nostre possono arrivare vicino a realtà che rischiano di essere dimenticate. In Africa non hanno niente, solo le relazioni, il tempo è sostituito dallo spazio, e la cosa che ci chiedono sempre, tutti, è di non dimenticarci di loro. È difficile farlo quando vedi una bambina che chiede un bicchiere per raccogliere i residui di cibo rimasti a scuola da portare a casa alla madre che diversamente non avrebbe niente da mangiare».
«Al momento in Eritrea, a causa dell'attuale Governo, è molto difficile collaborare sul posto – spiega Bottura -. Tuttavia, riusciamo a continuare un progetto che prevede un contributo economico a una scuola frequentata da circa 230 bambini fornendo un pasto completo ogni giorno e sostenendo il costo delle loro maestre. Tutto questo è possibile con 12mila euro all'anno. Contribuiamo anche con adozioni a distanza. Con 200 euro all'anno è possibile dare un aiuto concreto e certo a nuclei famigliari che vivono in condizioni drammatiche dal punto di vista economico e umano a causa della situazione politica».
Da circa tre anni anche in Burundi, a causa della guerra civile, è difficile operare; le suore presiedono un ospedale nella regione di Bujumbura dove è stato possibile solo di recente riprendere i contatti.(Paola Cortese)

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