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Posta a giorni alterni. Altri due centri si preparano al via 

 Dal 7 maggio la nuova consegna a Castiglione e Viadana. Ancora disagi per i portalettere e segnalazioni di ritardi

MANTOVA. Neanche il tempo di metabolizzare il cambiamento. In calendario, alla voce rivoluzione del servizio postale, ci sono già i centri di distribuzione di Castiglione delle Stiviere e Viadana. Il recapito a giorni alterni della corrispondenza, cominciato lunedì scorso nei centri di Mantova e Asola, che raggruppano ventisei Comuni, è pronta ad arrivare anche lì: si parte lunedì 7 maggio. Non è ancora stata fissata, invece, la data in cui le nuove modalità di recapito partiranno nei centri ...

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MANTOVA. Neanche il tempo di metabolizzare il cambiamento. In calendario, alla voce rivoluzione del servizio postale, ci sono già i centri di distribuzione di Castiglione delle Stiviere e Viadana. Il recapito a giorni alterni della corrispondenza, cominciato lunedì scorso nei centri di Mantova e Asola, che raggruppano ventisei Comuni, è pronta ad arrivare anche lì: si parte lunedì 7 maggio. Non è ancora stata fissata, invece, la data in cui le nuove modalità di recapito partiranno nei centri di Ostiglia e Gonzaga. Comunque non oltre il 21 maggio, almeno secondo il piano di Poste italiane concordato con i sindacati.

E proprio della nuova organizzazione di questi due centri si parlerà domani a Milano, in un incontro regionale convocato dall’azienda. Per i sindacati sarà l’occasione per presentare le loro osservazioni su come sta andando nei centri in cui la riorganizzazione è già scattata, e chiedere di intervenire laddove i disagi potrebbe trasformarsi in emergenza.

A una settimana dal via, lo stravolgimento delle zone di lavoro non è stato metabolizzato dai portalettere, che si trovano a consegnare la posta in aree che prima non conoscevano. Questo causa ritardi nella consegna e ricorso agli straordinari: «È stato ribaltato il modo di lavorare. Queste nuove zone sono state fatte a tavolino. Ora serve un minimo di rodaggio» spiega Rita Bonizzi della Cgil Poste. Ci vuole tempo, e servirebbe, secondo i sindacati, più collaborazione da parte dell’azienda che invece, nonostante la presenza costante dei dirigenti, sembra latitare quando si tratta di passare dalla teoria alla pratica: «Le regole organizzative le stiamo spiegando noi ai lavoratori. Io e la collega della Cisl, Reana Franzoni, siamo qui ogni giorno».

Tra l’altro, con l’aumento delle percorrenze, molti postini devono fare le consegne con automobili e furgoncini, anche questa una novità non sempre gradita perché dilata i tempi delle uscite. Ciò che brucia di più è, però, lo stallo su assunzioni, investimenti e prepensionamenti, che potrebbero rappresentare il giusto contrappeso dei sacrifici chiesti ai lavoratori: «Abbiamo fatto un accordo con l’azienda per evitare il declino del servizio di recapito. Avevano promesso l’assunzione dei tempi determinati, ma per il momento abbiamo visto soltanto i tagli, anche pesanti» prosegue la Bonizzi. Dal punto di vista degli utenti la nuova organizzazione sta penalizzando soprattutto quei Comuni in cui non è attiva la consegna pomeridiana di raccomandate, giornali e pacchi dell’e-commerce. La posta ordinaria viene recapitata a giorni alterni, ma la posta considerata a più alto valore, proprio come i giornali, viene consegnata tutti i giorni. Non, però, ovunque. Sono esclusi sedici comuni, sette di questi già interessati alla riorganizzazione: Acquanegra sul Chiese, Canneto sull’Oglio, Casalmoro, Casaloldo, Casalromano, Mariana Mantovana e Redondesco. Ai quali si aggiungeranno Gonzaga, Moglia, Motteggiana, Pegognaga, Quingentole, Quistello, San Benedetto Po, San Giacomo delle Segnate e Schivenoglia. Rimane, poi, il problema della consegna dei quotidiani al pomeriggio, in alcuni casi sul tardi. Con un 15% di consegne tornate al centro di distribuzione. (s.pin.)