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Ghali, Sfera Ebbasta e gli altri: così la trap è diventata il nuovo rock

In alto a sinistra il castiglionese Tommy Kuty firma per la Universal, di seguito in senso orario: Ghali, Vegas Jones, Mike Highsnob, Sfera Ebbasta e Tedua

I trapper fanno registrare numeri record su Spotify e Youtube, hanno un pubblico composto da giovanissimi e spesso i loro testi sono infarciti di riferimenti alla droga: breve guida per comprendere la nuova "wave" (onda) che ha rivoluzionato la discografia italiana negli ultimi due anni

MANTOVA. Dalle case degli spacciatori di Atlanta alle orecchie dei pre adolescenti di tutto il mondo. Ne ha fatta di strada la trap, sottogenere del rap che da un paio di anni è diventato il suono di riferimento per milioni di giovanissimi. In Italia negli ultimi mesi il grande pubblico ha scoperto Ghali (qui la sua apparizione da Fazio) e Sfera Ebbasta, due esponenti della nuova wave (ondata) musicale e dominatori delle classifiche degli album più venduti, ma si può dire senza troppi giri d ...

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MANTOVA. Dalle case degli spacciatori di Atlanta alle orecchie dei pre adolescenti di tutto il mondo. Ne ha fatta di strada la trap, sottogenere del rap che da un paio di anni è diventato il suono di riferimento per milioni di giovanissimi. In Italia negli ultimi mesi il grande pubblico ha scoperto Ghali (qui la sua apparizione da Fazio) e Sfera Ebbasta, due esponenti della nuova wave (ondata) musicale e dominatori delle classifiche degli album più venduti, ma si può dire senza troppi giri di parole che il fenomeno trap con annessi e connessi ha letteralmente sconvolto l’industria discografica italiana. Sì perché il nuovo mercato, di cui fanno parte anche molti ascoltatori under 14, al momento è invaso da trapper che fanno registrare sold-out a ripetizione in palazzetti dello sport e discoteche. Qualche nome che ultimamente ha fatto capolino in testa alle graduatorie Fimi: Tedua, Vegas Jones, Izi, Dark Polo Gang, Rkomi, Laioung.

Ghali è la figura di riferimento della trap italiana. La sua "Cara Italia" è diventata un tormentone perché colonna sonora di uno spot Vodafone

Da Atlanta con furore: le origini. Si diceva in apertura che la trap è nata in America, in particolare ad Atlanta, città in cui negli anni '90 e nei primi 2000 si esibivano spesso giovani rapper su basi (i beat) dal suono inconfondibile. Senza entrare troppo nei particolari, i beat proposti dai dj del luogo si distinguevano per suoni di batteria presi dalla drum machine Roland TR-808, kick pesanti, sub-bassi distorti tipicamente dab, hi-hat a velocità doppia con frequenti rullate e un tempo che mediamente si attesta tra i 120 e i 140 bpm. Interessante è sapere che le esibizioni live dei rapper si tenevano nelle cosiddette trap house, edifici abbandonati nei sobborghi di Atlanta che venivano usati come base operativa dagli spacciatori. Il termine "trapping" significa appunto spacciare.

Il boom e la nuova wave. Il successo mondiale delle sonorità trap, diverse dal classico boom bap del rap tradizionale (alla Eminem per intenderci), si è registrato dal 2010 in poi quando alcune leggende dell'hip hop come Jay-Z hanno deciso di sposare la nuova wave in alcuni brani. Anche il pop, di conseguenza, ha iniziato a guardare con interesse alla trap: Kate Perry e Lady Gaga, giusto per fare due nomi hanno collaborato con produttori ispirati dal sound di Atlanta. Questa breve introduzione serve per capire come è stata possibile l'invasione dei trapper in Italia degli ultimi anni. Effetto domino: da Atlanta agli interi Stati Uniti fino all'Europa, periferie italiane comprese.

L'italia: dalla golden age a Ghali. In Italia dopo l'era d'oro del rap (seconda metà degli anni '90, Articolo 31 e Sottotono), il genere aveva conosciuto una decina di anni di magra e successivamente si è ripreso una fetta di mercato grazie ad artisti come Fabri Fibra e Club Dogo, Ciò che è successo negli ultimi 24 mesi grazie alla trap non ha però precedenti: la popolarità di artisti come Ghali e Sfera Ebbasta e i risultati registrati in termini di vendite ed esposizione mediatica stanno facendo della trap una sorta di nuovo rock, con i cantanti idolatrati dai giovani e numeri incredibili sui servizi di streaming musicale e Youtube. Qualche dato? In tre mesi il video di "Cara Italia" di Ghali ha fatto registrare 69 milioni di visualizzazioni. Altro che Vasco o la Pausini. 

Laioung, Izi e Tedua sono tra gli artisti di maggior successo della nuova ondata

Chi sono i trapper? Fin qui abbiamo parlato soprattutto di suono ma buona parte del successo dei trapper è dovuta ai testi delle canzoni e all'abbigliamento, due elementi tra loro interconnessi. Generalizzando al massimo potremmo dire che il trapper tipo è giovane (tra i 16 e i 30 anni), spesso italiano di seconda generazione (Ghali è di origine tunisina), nelle canzoni parla di vita di strada, droga, spaccio e vestiti costosi e, coerentemente, indossa abiti di grandi marchi, da Gucci in giù. Ovviamente in un panorama tanto variegato esistono mille sfaccettature anche molto distanti tra loro ma è innegabile che diversi trapper giochino a fare i maledetti per attrarre il favore dei giovanissimi. Non è il caso di Ghali ad esempio, che punta su un'immagine più pulita, ma è sicuramente il modello della rockstar problematica ad aver decretato il successo di ragazzi come Sfera Ebbasta, il cui ultimo album non a caso si chiama proprio "Rockstar" ed è pieno zeppo di riferimenti allo spaccio e alle sostanze stupefacenti. Anche la Dark Polo Gang, gruppo romano, è famoso per i testi infarciti di parole che richiamano lo sballo e la vita dissoluta. Un ruolo decisivo nel decretare il successo di un'artista nel 2018 lo gioca sicuramente la qualità dei video che accompagnano le canzoni visto che il pubblico under 20 oggi difficilmente compra un cd ma è molto attento alle ultime uscite su Youtube. L'immagine del trapper deve essere vincente, colorata, eccessiva, scanzonata ma allo stesso tempo "di strada".

Le polemiche: modelli sbagliati per i più piccoli. Il fatto che artisti di grande successo raggiungano milioni di ascoltatori (anche bambini di 10 o 11 anni) proponendo un modello diseducativo ha suscitato ovviamente molte polemiche che non fanno altro che aumentare l'hype attorno ai trapper. Ma del resto, se forzando un po' la mano definiamo la trap il nuovo rock, scopriamo che la questione è antica come la musica, dagli anni '60 dello scorso secolo in poi. Oggi come non mai i giovani sono bombardati quotidianamente da continui stimoli, di ogni genere e sarebbe semplicistico bollare i cantanti come i cattivi che corrompono le coscienze. Semmai servirebbe un'attenta riflessione su come affrontare il tema educativo negli anni della connessione perenne ma ciò esula dalle nostre competenze.

Cosa ascoltare per farsi un'idea. Per non fare brutta figura al prossimo pranzo domenicale durante il quale il vostro nipote/cugino adolescente vi chiederà che ne pensate di Vegas Jones o Tedua, esistono alcuni ascolti che potrebbero essere d'aiuto per farvi un'idea di cosa sia questa dannata trap. A questo proposito un buon album potrebbe essere “BiPopular" di Mike Highsnob, al secolo Michele Matera, 30enne che prima di sposare l'ondata trap si è fatto le ossa nell'underground del vecchio e caro rap. I suoni di "BiPopular" sono decisamente trap ma Matera mantiene l'attitudine "vecchia scuola" che vi farà sentire meno persi nel nulla se non ascoltate una canzone rap dai tempi di "Maria" degli Articolo 31.