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Mantova, la prof da antologia compie 100 anni

Gozzi Gorini ha formato generazioni di studenti alla Sacchi. Il 16 maggio la festa con gli auguri del Comune

MANTOVA. Le parole sono state la sua passione e il suo mestiere. L’amore di una vita che è riuscita a trasmettere a generazioni di studenti, intimoriti dalla sua severità e vinti dall’intelligenza affilata delle sue analisi. Era “avanti” si direbbe adesso della professoressa Paola Gozzi Gorini, che proprio oggi festeggerà cento anni. Negli ultimi tempi ha scelto il silenzio, ma a parlare per lei sono rimaste le sue antologie, tra le più adottate nelle scuole medie italiane negli anni Sessanta e Settanta. A raccontare della prof e della donna sono le scelte dei brani, i rimandi e gli intrecci proposti.

A raccontare del suo modo d’intendere la cultura sono anche le citazioni, come questa da Gramsci: «Cultura, non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri». Alcuni titoli delle sue antologie: “Consigli per la composizione italiana”, “Gli scrittori insegnano”, “Gli scrittori e i giovani”, “Nello specchio della parola”, “Realtà e creatività”.

Tra i suoi alunni alla scuola media Sacchi c’era anche Massimo Allegretti, presidente del consiglio comunale, che il 16 maggio si presenterà alla porta della prof con la fascia tricolore e un mazzo di fiori. «Com’era? Severa, a tratti dura, ma anche molto attenta ai nuovi linguaggi, al di là della didattica tradizionale, come la pubblicità, il cinema, i fumetti. Se insegnasse ancora, sarebbe sicuramente interessata ai modi che oggi i giovani usano per comunicare, su internet e attraverso i social. Sì, ci sollecitava continuamente con l’analisi critica di ciò che avveniva fuori dall’aula e dalla scuola, nella società».

Talmente avanti, la prof Gozzi Gorini da portare il mondo in classe e gli studenti nel mondo fuori, in visita alle aziende per dire una delle tante attività. Sposata con l’artista Rinardo Gozzi, Paola non ha avuto figli ma ha tirato su tanti, tantissimi ragazzi. Tutti figli della sua passione. E in compagnia della sorella Carla – morta qualche anno fa, quando le mancavano pochi mesi al traguardo del secolo – ha viaggiato molto e bene.

Se i suoi studenti la ricordano come una prof severa, chi ne conosce il profilo più privato la racconta come una donna ironica, dalla chiacchiera brillante e dalle battute ficcanti, sempre a segno. Una signora immersa nella cultura e cosciente della relazione con gli altri, per dirla con Gramsci, confortata dalla sua generosa biblioteca e divertita dalle parole crociate. Chi le sta vicino riferisce che negli ultimi mesi è diventata insolitamente silenziosa, ma nelle giornate buone riaffiora il gusto della conversazione.

Le parole e i viaggi, la forza espressiva delle lingue e la bellezza del mondo, con tutte le sue sfumature: ad annodare le due passioni, la missione dell’esperanto nel segno della democrazia linguistica. Tutti i popoli stretti sotto lo stesso, largo ombrello di parole. Buon compleanno prof.

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