Quotidiani locali

la gara d’asta 

Caffè e ristorante a palazzo Ducale: ecco i veri prezzi

Un equivoco dovuto al linguaggio burocratico aveva posto come base d'asta una cifra irraggiungibile

MANTOVA. Un equivoco. Il linguaggio burocratico, il sito internet che non si apriva e il valore della concessione, indicato nel frontespizio del bando (oltre 7 milioni di euro), spacciato come base d’asta. Tutto questo ha fatto sì che la gara Consip per la concessione della caffetteria e del ristorante a Palazzo Ducale assumesse le sembianze di un Everest da scalare in piena tempesta di neve per qualsiasi imprenditore interessato a concorrere.

Invece, gestire bar e ristorante nella reggia dei Gonzaga, a due passi dagli affreschi del Pisanello e dalla Camera degli Sposi di Mantegna, è possibile. E per i tanti chef che vanta Mantova, non solo quelli stellati, potrebbe anche rivelarsi un affare. Innanzitutto, l’offerta si basa su un canone annuo per i due locali e le royalties sui ricavi dalle vendite e dalle prestazioni depurate dell’Iva.

Per aggiudicarsi la concessione bisognerà rilanciare sulla base d’asta fissata per il canone e per le royalties (o pareggiarla) e presentare un progetto tecnico adeguato (l’offerta in denaro conterà per il 30% ai fini del punteggio finale, mentre quella tecnica peserà per il 70%).

Si parte da una base di 7.800 euro di canone annuo più l’1% come royalties per quanto riguarda la caffetteria e di 14.400 euro all’anno di canone per il ristorante, più l’1% di royalties. Per il primo anno al concessionario verranno abbonati sia l’affitto che le royalties di entrambi i locali. Ciò significa che si inizierà a pagare dal secondo anno.

I 7.233.908 euro non rappresentano, dunque, il canone di concessione su cui rilanciare, ma il valore del bando, che è pari al fatturato stimato in sei anni sia del ristorante che della caffetteria. C’è tempo sino a mercoledì prossimo, 23 maggio (ore 16), per formulare l’offerta.

Negli allegati del capitolato, Consip - che gestisce la gara per conto di Palazzo Ducale e, quindi, del ministero per i beni culturali - viene riportata una simulazione dei costi, dei ricavi e dell’utile che l’operazione potrebbe generare per l’imprenditore considerando le basi d’asta fissate. Il bar-caffè dovrebbe generare un utile, il primo anno, di 31mila euro, che diventano poco più di 29mila nei due anni successivi, per poi risalire a 31mila e a 32mila negli ultimi tre anni, per un totale di 185mila euro di guadagno nei sei anni di contratto. Il ristorante darebbe, invece, un utile il primo anno di 144mila euro, che poi si abbassa nei due successivi a quasi 110mila, per poi scendere a poco più di 104mila e terminare con 106mila euro. Il totale di utile nei sei anni sarebbe di 679.521 euro. Gli arredi saranno a carico del concessionario così come una serie di lavori di adeguamento che la Consip ha indicato e valutato in 82mila euro. Il caffè troverà spazio nel Palazzo del Capitano, con accesso dall’ingresso principale del museo in piazza Sordello; il ristorante sarà in piazza Santa Barbara, di fronte all’omonima basilica. Il ristorante si inquadra nel progetto di valorizzazione del Ducale con l’obiettivo di essere non solo al servizio dei visitatori ma di diventare punto di riferimento gastronomico-culturale della città. (Sa.Mor.)
 

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