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Bondeno di Gonzaga

Via alle demolizioni delle case inagibili. Addio a tanti ricordi

A sei anni dal sisma giù le abitazioni di fronte alla chiesa di Bondeno. Ma la pinza meccanica si mangia anche pezzi di memoria

GONZAGA (Bondeno). A quasi sei anni dal terremoto del 2012 le case danneggiate dalle scosse sismiche, nel centro di Bondeno di fronte alla chiesa San Tommaso apostolo, ieri mattina sono state demolite. Un pezzo di storia del paese è stato cancellato per sempre, ma al posto di quelle case fatiscenti ne verranno costruite di nuove.



Bondeno dopo il terremoto è un cantiere a cielo aperto. Marino Gorreri, titolare dell’omonima ditta incaricata dei lavori, è stato costretto, nottetempo, a cambiare il piano d’intervento perché sotto le case c’è uno scantinato che avrebbe potuto creare problemi alle macchine operatrici. Per questo motivo è stato chiuso il tratto di strada di via Bondeno degli Arduini.

A controllare che tutto venisse svolto in modo regolare ed in sicurezza c’era un agente della polizia locale. Alcuni commercianti, temendo di restare chiusi all’interno del cantiere, avevano chiesto se ci fosse la possibilità di spostare di qualche metro le transenne, ma questo avrebbe creato problemi ad un parcheggio situato di fronte all’edicola di Daniela Folloni.



Gli operai hanno prima iniziato a togliere le transenne che coprivano il porticato sostenuto da tubi metallici che all’epoca del terremoto erano stati installati per la messa in sicurezza dei vari edifici. Nel frattempo sono arrivate le macchine operatrici mentre un camion trainava un rimorchio con sopra una botte con oltre 200 litri di acqua. Questo perché, man mano che il braccio dotato di pinza demoliva i muri, un altro operaio con un getto doveva bagnare la superficie per evitare la formazione di cumuli di polvere.

Dopo il posizionamento davanti alla chiesa del braccio meccanico, proprio nel momento in cui l’operatore stava azionando da terra il telecomando, sotto il portico è spuntato un cinese a piedi che ha attraversato il cantiere senza rendersi conto di quello che stava succedendo col rischio di prendersi qualche mattone in testa. È stato immediatamente redarguito da un operaio ma il cinese, che non capiva una sola parola, sorridendo è uscito dalla parte opposta del cantiere.

A seguire le operazioni di demolizione era presente il sindaco Claudio Terzi insieme con il funzionario dell’Ats Valpadana Alberto Righi e l’assessore ai lavori pubblici Luca Faccini. C’era anche il presidente dell’associazione Bunden in Piasa, Vanni Bosi. Insieme hanno voluto svolgere un ultimo sopralluogo all’interno di alcune abitazioni dove, prima del terremoto, abitavano due persone anziane. Sotto il portico era attiva un’immobiliare. In una di queste case, Alberto Righi ha trovato un crocefisso che ha voluto salvare dalle imminenti macerie. Poco dopo nella zona della demolizione è arrivato anche l’assessore Massimilano Sacchi.

Prima delle 9 la pinza della gru sistemata su un camion ha iniziato a sgretolare tetti e muri penetrando nelle stanze dove c’erano ancora mobili, letti e armadi con all’interno alcuni abiti. Come un bisturi, la pinza ha staccato le travi in legno di una delle case che era attaccata al muro di un’abitazione recentemente restaurata, per cui non c’è stato bisogno di effettuare alcun taglio con la motosega. Inesorabile la pinza ha continuato ad addentare travi, pietre, pezzi di muro fino a creare un vuoto quasi surreale il cui spazio è stato occupato da cumuli di pietre.

Questa mattina si procederà a ripulire l’intera area davanti alla chiesa da quasi sei anni attende di essere recuperata, restaurata e restituita nel suo splendore alla comunità.

Mauro Pinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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