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Braccianti sfruttati: il padrone va in cella

Guidizzolo. Arrestato per caporalato il titolare di un’azienda agricola. Imponeva turni massacranti per tre euro all’ora

GUIDIZZOLO. Li obbligava a turni massacranti, al lavoro con la testa china e senza fiatare per tutto il giorno, in cambio del misero compenso di tre euro all’ora. Sfruttati e sottopagati, senza possibilità di scelta. Senza possibilità di ribellarsi al padrone, un 37enne originario del Bangladesh. A scoprire quello che era quasi un campo di prigionia i carabinieri della stazione di Guidizzolo in collaborazione con i colleghi del nucleo elicotteri di Orio al Serio, del nucleo ispettorato del lavoro di Mantova e del nucleo operativo di Castiglione che, applicando la nuova legge sul caporalato, hanno tratto in arresto, Khan Joynal Uddin, titolare dell’omonima azienda agricola.

Caporalato nei campi, il blitz dei carabinieri Li obbligava a turni massacranti, al lavoro con la testa china e senza fiatare per tutto il giorno, in cambio del misero compenso di tre euro all’ora. Sfruttati e sottopagati, senza possibilità di scelta. Senza possibilità di ribellarsi al padrone, un 37enne originario del Bangladesh. A scoprire quello che era quasi un campo di prigionia i carabinieri della stazione di Guidizzolo in collaborazione con i colleghi del nucleo elicotteri di Orio al Serio, del nucleo ispettorato del lavoro di Mantova e del nucleo operativo di Castiglione che, applicando la nuova legge sul caporalato, hanno tratto in arresto, Khan Joynal Uddin, titolare dell’omonima azienda agricola.


L’operazione è scattata ieri mattina a conclusione di una serie di controlli nei confronti di alcune aziende agricole della zona che si occupano della coltivazione e commercializzazione di ortaggi. I militari sono giunti nei campi di via Bardellona dopo alcune segnalazioni che avanzavano pesanti sospetti sulle condizioni di lavoro dei dipendenti. Per essere certi di non fallire il blitz, e di riuscire a bloccare gli eventuali tentativi di fuga, hanno chiesto l’intervento del nucleo elicotteri di Orio al Serio.

Sono stati trovati al lavoro otto braccianti, di cui quattro privi di un regolare contratto. Tutti i braccianti, concordi fra di loro, ascoltati a lungo dai carabinieri, hanno dichiarato di lavorare tantissime ore ogni giorno, sottoposti a turni massacranti e di essere sottopagati, percependo solamente tre euro all'ora. A differenza degli ultimi controlli, non sono stati trovati clandestini. Il 37enne è comparso ieri mattina davanti al giudice che per il momento lo ha sottoposto all’obbligo di firma.

Anche questa operazione rientra nelle attività di repressione svolta dalla specifica task force costituita su disposizione della prefettura e finalizzata alla prevenzione e repressione del fenomeno dello sfruttamento della manodopera clandestina.

Soltanto due giorni fa c’è stato l’ennesimo blitz in un laboratorio tessile gestito da cinesi a Cavriana. Questa volta la visita dei militari ha interessato una ditta che confeziona calze in via Mottella 6. Su tredici operai, otto erano regolari, cioè avevano il permesso di soggiorno e anche il contratto di lavoro; quattro erano regolari sul territorio italiano, ma senza contratto, mentre uno era clandestino, completamente privo di documenti e inquadramento al lavoro.

La titolare è stata denunciata per il reato di “trarre ingiusto profitto favorendo la permanenza nel territorio italiano di cittadini stranieri” e per il clandestino è stata avviata la procedura di espulsione. Oltre alla denuncia penale, l’attività è stata subito sospesa e la titolare multata con un verbale da quarantottomila euro.


 

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