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Il fardello dell’amianto: bonifiche ancora indietro

amianto

Il trenta per cento del totale provinciale si trova nelle aziende dell'area. Un convegno organizzato per spiegare come intervenire prima delle sanzioni

DESTRA SECCHIA. Il 30 per cento dell'amianto sulle coperture nella provincia di Mantova si trova nel Destra Secchia. Un'azienda di Carbonara ha organizzato venerdì 18 maggio un incontro dedicato ai tecnici del settore per spiegare le strategie di gestione della situazione. Ci sono 280mila metri quadri di amianto che ancora resiste sui tetti della provincia e una quota compresa tra il 25 e il 30 per cento si trova nel Destra Secchia. La spiegazione è semplice: la maggior parte di questi eleme ...

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DESTRA SECCHIA. Il 30 per cento dell'amianto sulle coperture nella provincia di Mantova si trova nel Destra Secchia. Un'azienda di Carbonara ha organizzato venerdì 18 maggio un incontro dedicato ai tecnici del settore per spiegare le strategie di gestione della situazione. Ci sono 280mila metri quadri di amianto che ancora resiste sui tetti della provincia e una quota compresa tra il 25 e il 30 per cento si trova nel Destra Secchia. La spiegazione è semplice: la maggior parte di questi elementi di copertura si trova su fabbricati agricoli, rimesse e depositi per i prodotti dei campi. Questi edifici sono stati costruiti in anni in cui l'amianto era considerato il massimo come elemento di copertura ed essendo fabbricati non abitati il materiale è rimasto dove si trovava, nonostante le scoperte scientifiche sulla pericolosità dello stesso.

«Il problema delle coperture in amianto si pone soprattutto nelle zone agricole - spiegano i dirigenti dell'azienda organizzatrice del convegno - Per questa ragione il Destra Secchia, zona agricola per eccellenza, è particolarmente toccato da questo fenomeno». La normativa non obbliga i proprietari ad uno smantellamento sistematico degli elementi in amianto, o derivati, ma semplicemente impone un regime di monitoraggio. Monitoraggio che puntualmente viene disatteso.

E il problema sorge quando poi i Comuni si attivano per fare dei controlli e nel caso di mancato monitoraggio delle strutture, arrivano le multe, multe anche molto salate. Per evitare queste situazioni una ditta di Carbonara di Po che opera nel settore delle coperture ha organizzato un convegno dedicato ai tecnici per illustrare le modalità di gestione del problema. «Si tratta di una questione molto seria - spiega Stefano Rebuzzi, dirigente della Saic di Carbonara, l'azienda che ha organizzato l’appuntamento - La nostra ditta ha messo in piedi un programma che prevede un monitoraggio e un programmato smantellamento degli elementi in amianto, nei casi in cui l'intervento sia necessario, prima delle sanzioni. È molto importante sensibilizzare i tecnici del settore su questo problema, perché sono loro che hanno un rapporto diretto con i cittadini e quindi con i proprietari di questi fabbricati».

Il convegno, che si è tenuto all'hotel Favorita di San Giorgio, era infatti rivolto a geometri, ingegneri edili e architetti. L'incontro ha suscitato un certo interesse ed è stato molto partecipato. Durante la giornata è stato esposto il programma messo appunto dalla società per gestire la situazione.