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Gli agenti penitenziari rilanciano «Presto in paese per convincervi»

BORGOFRANCO SUL PO. «Abbiamo scelto di stare in silenzio dopo l’accanimento mediatico che si è scatenato contro di noi. Non vogliamo pubblicità sui giornali, ma abbiamo un obbligo, ed è quello verso...

BORGOFRANCO SUL PO. «Abbiamo scelto di stare in silenzio dopo l’accanimento mediatico che si è scatenato contro di noi. Non vogliamo pubblicità sui giornali, ma abbiamo un obbligo, ed è quello verso gli elettori. Per questo nei prossimi giorni, martedì o mercoledì, verremo a Borgofranco per farci conoscere dagli abitanti, parlare con loro, conoscere i problemi e convincerli a votare per noi. Puntiamo ai delusi, coloro che non si sentono rappresentati dall’attuale amministrazione». Parole di ...

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BORGOFRANCO SUL PO. «Abbiamo scelto di stare in silenzio dopo l’accanimento mediatico che si è scatenato contro di noi. Non vogliamo pubblicità sui giornali, ma abbiamo un obbligo, ed è quello verso gli elettori. Per questo nei prossimi giorni, martedì o mercoledì, verremo a Borgofranco per farci conoscere dagli abitanti, parlare con loro, conoscere i problemi e convincerli a votare per noi. Puntiamo ai delusi, coloro che non si sentono rappresentati dall’attuale amministrazione». Parole di Biagio Stasi, 43 anni, pugliese di Ruvo, agente penitenziario al Montorio di Verona, che guida da candidato sindaco la lista “Passi nel futuro”, tutta composta di colleghi.

Se per una volta Borgofranco sul Po è finito alla ribalta nazionale, è proprio merito di questa squadra di agenti di polizia penitenziaria che finora il paese non l’hanno mai visto se non su internet. Eppur si candidano per amministrarlo. Perché?

La risposta in tanti se la sono già data ed è il motivo del risalto nazionale dato alla vicenda e di quello che Stasi definisce «accanimento mediatico». Il forte sospetto, cioè, che l’unico scopo dietro alla candidatura sia quello di poter sfruttare una vecchia legge del 1981 che assicura all’agente penitenziario (e a ogni appartenente alle forze di polizia in generale) che tenta la sorte dell’urna un mese di aspettativa retribuita concessa per poter svolgere la campagna elettorale. E il caso di Borgofranco non è l’unico.

Ma Stasi ribatte che tutte queste sono illazioni: «È la legge che mi obbliga a stare in aspettativa un mese. Che ci posso fare?». Ma perché candidarsi a Borgofranco? Perché una lista tutta di agenti penitenziari? «Perché l’idea di tentare la via della politica è nata da un gruppo di amici, che fanno tutti lo stesso lavoro. E che non abitano così lontano dal paese in cui si candidano, come capita altrove. Qui siamo a una cinquantina di chilometri. Perché Borgofranco? Perché cercavamo un piccolo Comune abbastanza vicino per tentare la prima esperienza elettorale. Provi lei a candidarsi a Verona, che ha centinaia di migliaia di abitanti». Insomma, “Passi nel futuro” non demorde. Anzi, rilancia: «Vincere a Borgofranco sarà come fare sei al Superenalotto». Scorriamo il programma elettorale: giovani, cultura, pubblica istruzione (una gaffe è sfuggita al candidato parlando in tv di scuola, che a Borgofranco non c’è). E poi turismo e ambiente («binomio inscindibile, non può esserci turismo senza la salvaguardia del territorio» assicura). I lavori pubblici: recupero edifici storici, manutenzione delle strade. Un capitolo è dedicato alla tutela degli anziani, ai quali si promettono soggiorni estivi e climatici e il telesoccorso.