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Classe pollaio alle medie, genitori sul piede di guerra

Le famiglie di quattro comuni si mobilitano: no ad un’unica sezione per 28.  «A rischio la sicurezza e l’offerta formativa». Due chiederanno il trasferimento

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. I genitori di quattro comuni si mobilitano per scongiurare il rischio che la scuola media di Gazoldo perda una sezione e partorisca una classe pollaio. La notizia non è ancora ufficiale, ma sta già provocando un terremoto emotivo in seno a molte famiglie residenti in varie località, tra cui Redondesco, San Martino, Marcaria e Casatico, che da anni scelgono di far studiare i loro figli a Gazoldo, premiando una scuola all’avanguardia sul fronte didattico.

«La dirigente scolastica Catia Magnini ha preannunciato che a settembre verrà attivata una sola sezione per la prima media – rendono noto alcune mamme – Dunque ci sarà una classe di 28 alunni, che dovranno seguire le lezioni in un’aula piccola e sovraffollata. Noi siamo preoccupate, sia per i rischi legati alla sicurezza, che per la qualità dell’offerta formativa. Tra gli iscritti, infatti, ci sono cinque ragazzi che beneficiano del sostegno per disabilità certificata e tre studenti che seguono piani didattici personalizzati». L’altra sera i genitori si sono riuniti nell’oratorio di Casatico per organizzare una crociata contro quella che definiscono “una classe pollaio”. L’incontro è avvenuto all’insaputa della Magnini. «Vogliamo muoverci prima che venga ufficializzata l’attivazione della sezione unica - spiegano-– La dirigente scolastica ha prospettato di creare due gruppi di studio a cui far seguire le lezioni separatamente, con l’ausilio degli insegnanti di sostegno, che verrebbero usati anche per la didattica ordinaria. A noi, però, sembra che questa proposta possa incrementare il caos e creare divisioni». Tra gli iscritti solo 12 ragazzi risiedono a Gazoldo. Gli altri arrivano dai Comuni limitrofi.

Non c’è, dunque, da stupirsi se due famiglie, di fronte a tante difficoltà, stanno pensando di chiedere il nulla osta per il trasferimento in un’altra scuola. «Dobbiamo restare uniti» tuona la maggioranza. I genitori hanno chiesto un appuntamento al sindaco Nicola Leoni. «Li riceverò sabato - spiega il primo cittadino - e li ascolterò, nel rispetto delle competenze. L’organizzazione del sistema scolastico non dipende da me, bensì dal provveditorato agli studi e dalla dirigente del Comprensivo. Il Comune si impegna ad offrire servizi di alta qualità, tra cui una nuova aula informatica con stampante 3D, ma non decide come suddividere le classi».

Tanta amarezza anche a Piubega dove a settembre la prima elementare non vedrà l’attivazione: i bimbi nati nel 2012 sono infatti solo dieci, quando per dar vita a una classe ne sarebbero serviti quindici. Al momento le soluzioni alternative proposte sono quelle della prima elementare di Gazoldo oppure di Ceresara, dove pare verranno formate addirittura due prime con un totale di 31 iscritti.

Rita Lafelli
 

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