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Mantova protagonista a Pitti. L’uomo Corneliani: sofisticato e connesso

Moda. Dalla giacca ricarica-telefonino all’abito antipiega. L’ad Roviera: «La contaminazione con la tecnologia è fondamentale»

Mantova protagonista a Pitti con Corneliani, Lubiam, 1177 e Pasotti L'abbigliamento maschile made in Mantova alla kermesse fiorentina Pitti Immagine Uomo con le collezioni primavera-estate 2019. I manager di Corneliani, Lubiam, Calze 1177 e Pasotti Ombrelli presentano alla Gazzetta di Mantova le novità per la prossima stagione calda. (video Stefano Saccani; interviste Monica Viviani) Leggi gli articoli 1 2

FIRENZE. Oltre 1.240 espositori, di cui 561 dall'estero, 19.500 buyers attesi, di cui 8.500 stranieri e circa 1.800 giornalisti accreditati: questi i numeri di Pitti Immagine Uomo 94, che ha aperto i battenti il 12 giugno a Firenze. Tra nuove sezioni, progetti e ospiti speciali, la kermesse di Fortezza da Basso dedicata alle prossime collezioni primavera/estate è quest’anno scandita dal tema P.O.P. Pitti Optical Power, con un bombardamento di stimoli grafici e un caleidoscopio di colori.



«Pitti rappresenta la piattaforma ideale per raccontare il nostro prodotto e l’innovazione che ci mettiamo, solo a Pitti riusciamo a rappresentare al consumatore finale tutto ciò che abbiamo sviluppato». Così Paolo Roviera amministratore delegato di Corneliani che a Pitti porta una serie di progetti speciali: dal ritorno dell’impermeabile allo street wear, dalla giacca ricarica-telefonino alla seta protagonista, all’edizione limitata di 8 field jacket CC ognuna con una silhouette diversa.

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MODA 4.0. «Visto che la tecnologia offre vantaggi perché non cominciamo a goderne anche nell’abbigliamento? - spiega l’ad - il punto è che ormai anche l’abbigliamento di lusso si riferisce a clienti che hanno stili di vita “normali” e che cercano un prodotto che gli consenta una vita più facile, come ad esempio l’abito che non si stropiccia. La contaminazione con la tecnologia è fondamentale per sviluppo del nostro settore. La storicità dell’azienda ci consente di sperimentare e innovare». E all’insegna dell’innovazione è la linea CC: «CC è uno spin-off cresciuto molto bene - prosegue Roviera - una linea che esiste da molti anni ma a cui non era mai stata data un’identità precisa. Noi abbiamo deciso di partire dal Dna dell’azienda a cui abbiamo aggiunto una parte casual più spinta rispetto a Corneliani, con elementi di innovazione più forti. Abbiamo cambiato codici cromatici e estetici. Questo unito a un posizionamento di prezzo diverso da quello Corneliani, ci ha portato a pensare di promuovere il marchio riferendoci a canali distributivi e a un consumatore diverso. Il che non vuol dire obbligatoriamente più giovane».



SETA PROTAGONISTA. Tornando alla collezione Corneliani «la seta è la grande protagonista con la possibilità di colori unici e brillanti» spiega Stefano Gaudioso Tramonte, general merchandising manager & style director della casa di moda mantovana. Seta con effetto lucido, opaco o lavato, combinata alla lana finissima nei nuovi abiti dalle costruzioni leggere o in texture con lino e lana nei blazer. Lo stile è quello anni Novanta rivisto in chiave contemporanea nelle leggerissime giacche tinte in capo o nei bomber. I colori guardano al mondo della natura, in particolare dei fiori e dei frutti, con tonalità polverose di pervinca, ortensia, orchidea e albicocca, mescolati a tinte neutre di grigio ghiaia, verde olio e tabacco. «Nel rispetto del nostro stile sofisticato abbiamo abbinato colori freschi ma mai urlati» aggiunge Gaudioso Tramonte.

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IMPERMEABILI ESCLUSIVI. Corneliani presenta a Pitti anche tre progetti speciali, ognuno con una propria etichetta dedicata. Le radici del brand fondato nel 1930 da Alfredo Corneliani come manifattura di impermeabili vengono celebrate attraverso “Beyond the Rain”. «Con gli impermeabili torniamo alle nostre origini - spiega ancora lo style director - e lo facciamo per la prima volta unendo tradizione e innovazione».



CASUAL E CONNESSI. Con una speciale offerta di felpe, joggers e maglie, il progetto “Style & Freedom” rispecchia invece l’anima più sportiva e casual di Corneliani. Risponde poi alle esigenze del lifestyle iper connesso la linea “Connected Style” che include una serie di pezzi tra cui un giubbotto, una field jacket, uno zaino, una piccola travel bag e una borsa da computer, che nascondono dietro ad un look elegante un’anima super tecnologica. Ogni pezzo contiene un power bank personalizzato che attraverso il principio dell’induzione permette di ricaricare il telefono cellulare riponendolo nella tasca della giacca o nella borsa. «Le aziende più classiche - conclude Gaudioso Tramonte - devono evolvere ispirandosi anche allo street wear pur mantenendo le linee sofisticate ed è quello che faremo anche in futuro».



COME UNO SCARABEO. Lo scarabeo è la creatura che incarna la necessità di metamorfosi ed evoluzione ed è il protagonista della collezione CC. Scarabei appaiono sui bottoni delle giacche e diventano anche piccole spille decorative. Al contempo, le livree iridescenti degli scarabei ispirano i preziosi tessuti con tonalità che spaziano dall’arancione al blu e al verde, utilizzati per giacche decostruite da abbinare con pantaloni e shorts coordinati, in tinta unita e colori neutri. Le esigenze di praticità sono poi soddisfatte dagli smart suit in lana antipiega. Anche la pelle è utilizzata per ottenere capi ultra leggeri e non manca un’ampia selezione di pezzi in denim.



BILANCIO IN CRESCITA. «Considerando che i primi mesi dell’anno sono stati difficili per il settore, alla luce delle operazioni che stiamo facendo con le nuove aperture, della campagna vendite, di progetti come il “su misura” che ci stanno dando buoni risultati, grazie anche allo sviluppo di aree geografiche una volta inesplorate come il Nord America, pensiamo di poter avere una buona crescita nell’ordine del 5% nel 2018 sul 2017»: è la la previsione dell’ad Roviera . «I primi mesi del 2018 non sono stati semplici per un cambio dei flussi di consumo - spiega - l’Europa è stata impattata da un calo di turisti consumatori in arrivo da Asia ed ex Unione Sovietica. L’unica capitale che non ha patito è Londra dove continuiamo ad avere buone performance». Malgrado questo «i nostri negozi sono riusciti ad avere sui consumi extra Cee un risultato pari a quello anno scorso. La nostra visione da qui a fine anno è sicuramente di crescita e il nuovo negozio di Roma come il secondo di Londra ci daranno una mano così come il mercato americano, oggi l’area del mondo in cui stiamo ottenendo i risultati migliori».
 

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