Quotidiani locali

binari e polemiche 

Trenord è al capolinea: divorzio entro l’anno tra Regione e Trenitalia

Fontana smantella il modello voluto da Formigoni: il servizio sarà gestito da due imprese autonome

MILANO. Rewind, lungo i binari del tempo: si torna a prima del 2011, quando l’allora governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, volle un gestore unico per superare i guasti del trasporto ferroviario regionale. Soluzione che negli anni si è rivelata fallimentare. Tant’è che il 10 luglio l’attuale governatore Attilio Fontana ha illustrato al consiglio regionale i dettagli dell’accordo che porterà al divorzio tra Ferrovie Nord Milano (di cui Regione Lombardia è socio di maggioranza) e Trenitalia, che attualmente detengono il 50% a testa di Trenord.

Divorzio concordato lunedì 9 luglio nel corso del vertice tra Ferrovie dello Stato e Regione: al termine dell’operazione, che dovrebbe essere perfezionata entro il 2018, l’attuale Trenord passerà interamente sotto il controllo della Regione, attraverso Fnm, e sarà responsabile del 45% del servizio (linee suburbane e Malpensa Express). Trenitalia, invece, gestirà il restante 55%. Due imprese autonome «per incentivare gli investimenti e creare una sana competizione» ha scandito Fontana in aula, dichiarando di guardare al modello parigino.

«È giusto smontare il fallimentare carrozzone di Trenord costoso e inefficiente che ha fatto soffrire i pendolari dal 2011 – commenta Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti – ma non ci sono i presupposti per adottare il modello di Parigi, dove a programmare i servizi e a stipulare i contratti di servizio è un’agenzia di regolazione dei trasporti con pieni poteri».

«Attendiamo di leggere il piano nero su bianco, sulla gestione separata sono molti i dubbi del Movimento 5 Stelle e non vorremmo si rivelasse una soluzione tampone – interviene il consigliere regionale Andrea Fiasconaro – il trasporto lombardo merita soluzioni strutturate di lungo periodo. Al momento non è chiaro come si spartiranno servizi e tratte Trenord e Fs e ci preoccupa il futuro dei lavoratori di Trenord. Con la separazione viene meno anche il presunto investimento della Lombardia in 160 nuovi treni, un investimento-propaganda di Maroni a cui non credevamo perché non aveva tutte le coperture a bilancio».

«Da Fontana, una risposta deludente che non risolverà la penosa condizione delle nostre linee ferroviarie e, anzi, terrà bloccata la situazione ancora per anni, prolungando i disagi inaccettabili che ogni giorno sono costretti ad affrontare i pendolari mantovani e lombardi» prevede la consigliera regionale Antonella Forattini (Pd).
 

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro