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Entusiasmo alle stelle per il Flow Festival 

Più di duemila giovanissimi in piazza Sordello per cantare e ballare con Achille Lauro, Nitro e Gemitaiz

MANTOVA.Più di 2000 i giovani fan arrivati l'11 luglio da Mantova e dintorni per assistere al mega concerto di tre tra i più influenti artisti della scena rap e hip hop italiana. Spetta a Lauro de Marinis, meglio conosciuto come Achille Lauro aprire le danze in piazza Sordello e accendere il Flow Festival. Sono le 21 quando entra in scena il giovane rapper romano, classe '90, accompagnato dal suo eccentrico produttore nonché grande amico Boss Doms.

In promozione del suo nuovo album “Pour l’Amour”, Achille Lauro canta tra i nuovi brani “Midnight Carnival”, “Bvlgari”, “Dolores” e “Thoiry”, che fanno scatenare la piazza mantovana. Il pubblico sembra più che gradire il nuovo lavoro in studio, ma esplode la bolgia all’esecuzione di “Ulalalà”, il suo grande classico. Achille però, riesce a riservare anche un momento di dolcezza all’amore, con la romantica “La Bella e la Bestia”.

Dopo quasi 40 minuti di concerto, cambio della guardia: fuori Achille Lauro e Boss Doms, dentro Nitro. Il rapper veneto, all' anagrafe Nicola Albera, apre il suo concerto con due brani dal nuovo album “No Comment”: l’intro “Buio Omega” e la super hit “Infamity Show”. Nitro si rivela un vero e proprio animale da palcoscenico, capace di far saltare e urlare a squarciagola tutti i giovanissimi venuti a vederlo e, nel momento in cui si fionda in esecuzioni in extrabeat, come "Baba Jaga” e “Passepartout”, sembra mandare tutti in delirio: una massa di gente che ulula al cospetto di tutta questa "cattiveria" targata Nitro.

Da ricordare anche il misto tra passato e presente, perché vengono ripresi brani da “Suicidol” e “Danger” inframmezzati a quelli del nuovo album. Si chiude con la tanto voluta e tanto amata “Pleasantville”, l’urlo d’amore che ha marchiato Nitro come membro di prestigio della scena rap italiana.

Passaggio del testimone, da Nitro a Gemitaiz (Davide de Luca), rapper romano classe ‘88. La classe non è acqua per Gemitaiz e il suo concerto (da oltre un’ora e mezza), con il fedelissimo Mixter T alle basi, mostra quanto sia professionale e intelligente questo artista, l’unico dei tre ad usare un gioco di luci per ogni canzone rendendo l’atmosfera quasi surreale; una scaletta attenta e ben studiata nei minimi dettagli, capace in un momento di mandare in visibilio la folla con grandi classici, per poi farla emozionare con brani più introspettivi.

Si parte con ben sei brani del nuovo album “Davide”: “Paradise Lost”, “Oro e Argento”, “Fuori, “Tanta Roba Anthem” , “Chiamate Perse” e “Pezzo Trap”. Poi non possono mancare brani in cui compare il suo “fratellone” MadMan, ecco quindi il turno di “Hollywood” e “Holy Grail”. Per il "momento nostalgia" Gemitaiz tira fuori “On the Corner” prodotta dall’amico Bassi Maestro e a qualcuno scappa anche qualche lacrima.

Con il susseguirsi dei brani, l’emozione sale sempre di più e arriva il momento tanto atteso: i fan cantano il un ritornello ancor prima che il rapper inizi. Ovviamente, si tratta del ritornello di “Davide” che è già disco d’oro e in radio spopola. Verso il termine dello spettacolo, anche Gemitaiz si fionda in extrabeat con “Veleno 6”, e la gente prova a stargli dietro, mentre si improvvisa Eminem per qualche minuto.

Momento emozionante, il finale, con “Buonanotte”; su le torce e gli accendini per tutta Piazza Sordello e tra sorrisi e stanchezza, i giovani lasciano composti la piazza ringraziando il Flow Fest per essere passato da Mantova e aver regalato una notte indimenticabile.

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