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Luci accese e l’ultimo canestro per Enrico

I fari del centro sportivo si spegneranno oggi a mezzanotte per ricordare il diciottenne scomparso. Alle nove i funerali

ASOLA. Sotto a quel canestro deve aver passato le ore più spensierate. Magari a immaginare la grande squadra, a pensare di arrampicarsi al cesto con le gambe a penzoloni come i campioni dell’Nba. Ai sogni rimasti sospesi di Enrico Bosio, che ha lasciato tutti nella notte tra domenica e lunedì, a soli 18 anni, saranno dedicate, questa sera, le luci accese del suo campo, al centro Aria Verde di Asola. Fino a mezzanotte, come ad aspettare un ultimo canestro. «Speriamo che qualcuno venga a giocare, anche soltanto per ricordarlo» spiegano i gestori del centro sportivo, che per questi giorni aveva in programma un torneo. Annullato senza nemmeno pensarci troppo, perché Enrico qui era di casa, «ci veniva a giocare quasi ogni giorno».

Un po’ meno negli ultimi giorni: si era sentito affaticato dopo una brutta tosse e soffriva il caldo. Tanto che la mamma l’avevo portato dal dottore per un controllo. Il medico gli aveva trovato i battiti accelerati e prescritto un esame con l’holter. Nulla di che preoccuparsi per uno sportivo come lui e nulla che lasciasse presagire quanto accaduto domenica notte: morto per un arresto cardiocircolatorio, forse causato da un infarto. Dopo un pomeriggio di relax in piscina e dopo essere andato a dormire presto.

La pallacanestro era la grande passione di Enrico, che studiava ragioneria al Falcone: faceva parte dei Basket Lions, i leoni del Chiese. Come Gabriele, che con Enrico condivideva le partite, gli allenamenti, gli scherzi negli spogliatoi: «Giocavamo insieme da un po’, ma fuori del campo non ci frequentavamo. Era molto timido, un bravo ragazzo con un’ottima famiglia: sempre gentile e generoso, non si tirava mai indietro quando c’era da offrire da bere o pagare una cena». «Adesso non è il momento di parlarne» commenta un altro amico del basket. Anche i dirigenti della sua squadra preferiscono il silenzio.

I leoni del Chiese non hanno ancora pensato a come ricordarlo, perché il dolore è ancora troppo grande. «Siamo sgomenti» spiegano a mezza voce. E ricordano che la società ha già perso, non tanto tempo fa, altri due giovani sportivi: nel 2015 il capitano dell’Under 15 Alessandro Barbieri, di Medole, morto per un malore a 14 anni, e a gennaio dello scorso anno il piccolo Gianni Molinari, che se n’è andato per una leucemia a 11 anni. I due ragazzi militavano nelle giovanili e a loro i Basket lions dedicano ogni anno il torneo 3x3 Compagni per sempre.

Gli amici cestisti stamattina 12 luglio saranno al funerale nella cattedrale di Asola (alle 9) e qualcuno di loro, quasi sicuramente, approfitterà delle luci accese dell’Aria Verde per un ultimo canestro di saluto.

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