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Torre d’Oglio

Ponte in chiatte, tutto fermo Il progetto del mini-Mose rimane ancora sulla carta

Lo sbarramento a valle garantirebbe di avere sempre un livello minimo di acqua sufficiente per fare funzionare la struttura

TORRE D'OGLIO. Che fine ha fatto il progetto di realizzare uno sbarramento a valle del ponte in chiatte di Torre d’Oglio? L’idea, dopo essere stata a suo tempo rilanciata dall’ex assessore regionale Gianni Fava, era stata affidata a un tavolo tecnico composto da Aipo, Regione, Provincia, Comuni di Viadana, Marcaria e Commessaggio e Parco Oglio Sud.

«Le elezioni regionali – interviene Adriano Saccani (consigliere comunale Pd) – sono trascorse da oltre tre mesi: la nuova giunta è pienamente insediata e operativa, eppure il tavolo di lavoro non si riunisce da tempo, e della diga mobile non si hanno più notizie». Nel settembre scorso, in particolare, le istituzioni si erano accordate per l’avvio di uno studio di fattibilità, e la Provincia (titolare dell’infrastruttura) si era detta disponibile a integrare un proprio progetto già allo studio, relativo alle migliorie strutturali da apportare al ponte, con gli interventi di carattere idraulico che Aipo avrebbe messo in campo in risposta alle sollecitazioni di Fava.

A dicembre l’assessore aveva annunciato uno stanziamento regionale da 1,8 milioni per lo sbarramento. Il progetto provinciale, approvato ad aprile, rende intanto disponibili per l’anno 2018 700mila euro, da utilizzare per alcuni interventi di manutenzione straordinaria del manufatto e per la sostituzione di due chiatte in cemento con altrettante metalliche.

Poiché il Comune di Viadana era componente del tavolo, Saccani presenterà un'interrogazione: «Chiedo al sindaco Giovanni Cavatorta se non ritenga utile riconvocare il tavolo, o sentire le parti interessate per avere una risposta definitiva. Chiedo inoltre di sapere se non si sia mai pensato di cercare altre fonti di finanziamento, così che l’opera possa avere valenze di ripristino ambientale, oltre che di pubblica utilità per quanto riguarda il traffico. Chiedo, infine, di essere informato sullo stato dei lavori programmati dall’amministrazione provinciale».

«Per quanto ci riguarda – assicura Saccani – condividiamo la proposta di realizzare uno sbarramento a valle del ponte, così da garantire sempre un pescaggio minimo d’acqua alle chiatte del ponte e prevenirne le chiusure per siccità. Anzi, riteniamo utile sollecitare la conclusione della progettazione: coinvolgeremo anche il nostro consigliere regionale Forattini».

Quest’estate, intanto, il livello dell’acqua non si è abbassato sino al punto da obbligare la chiusura del ponte, come invece era sempre successo gli anni scorsi.

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