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Magazzino farmaci, c’è l’intesa: il trasferimento entro luglio

Alliance e sindacati siglano l’accordo per il trasloco da Bagnolo a Campogalliano, incentivi per chi rinuncia e rimborso spese per chi va: «Risultato positivo»

MANTOVA. Mezzo pieno. Così i sindacati vedono il bicchiere dell’accordo raggiunto con Alliance Healthcare Italia, che entro luglio trasferirà il magazzino di distribuzione farmaci da Bagnolo San Vito a Campogalliano, provincia di Modena. A frenare il trasloco, annunciato per l’inizio di giugno, sarebbero alcune lungaggini burocratiche. Mezzo pieno, il bicchiere dell’accordo, considerando i presupposti di una trattativa ripida, partita in salita: con la comunicazione secca ai 51 dipendenti.

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MANTOVA. Mezzo pieno. Così i sindacati vedono il bicchiere dell’accordo raggiunto con Alliance Healthcare Italia, che entro luglio trasferirà il magazzino di distribuzione farmaci da Bagnolo San Vito a Campogalliano, provincia di Modena. A frenare il trasloco, annunciato per l’inizio di giugno, sarebbero alcune lungaggini burocratiche. Mezzo pieno, il bicchiere dell’accordo, considerando i presupposti di una trattativa ripida, partita in salita: con la comunicazione secca ai 51 dipendenti.

«Un percorso non semplice con un’azienda grande con cui è complicato rapportarsi» riassume Daniele Grieco (Uiltuc Uil), che ha seguito la vertenza insieme a Roberta Franzini (Filcams Cgil) e Alessandra Sergi (Fisascat Cisl). Motivato da Alliance con la necessità «di ottenere un immediato recupero di efficienza, per salvaguardare la presenza dell’azienda sul territorio e mantenere gli attuali posti di lavoro», il trasloco dilaterà il tragitto quotidiano dei lavoratori di almeno 130 chilometri (tra andata e ritorno), 200 per i pendolari da Verona. Un disagio per il quale i dipendenti del magazzino di Bagnolo chiedevano lo stesso trattamento dei colleghi trasferiti a Mantova da Modena e Verona soltanto pochi anni prima. Tradotto: bonus e incentivi. «Altri tempi», la replica ufficiosa della multinazionale, una corazzata macina-utili a livello globale, ma in affanno sul mercato nazionale.

Alla fine, dopo due scioperi e qualche confronto ruvido, Alliance e sindacati hanno raggiunto un’intesa che darà un po’ di fiato sia a chi accetterà il trasferimento (l’80% dei dipendenti), con l’aggravio di chilometri, pedaggi e benzina che ne consegue, sia a chi sceglierà di rinunciare. Nel dettaglio, chi vorrà chiudere il rapporto di lavoro, perché il trasferimento sfora la distanza limite di 50 chilometri, oltre che sull’indennità di disoccupazione dell’Inps (la Naspi) potrà contare anche su circa quattro mensilità pagate dall’azienda.

Agli altri che accetteranno il trasloco verrà invece riconosciuto un recupero spese rispettivamente di 6mila euro, per chi viaggerà da Verona, e di 4mila per i mantovani. Altra conquista ottenuta dai sindacati, un margine di tolleranza per ritardi imputabili al traffico in autostrada. Niente sanzioni disciplinari, dunque.

«Considerando che siamo partiti dal nulla, senza alcun tipo di procedura aperta, e che abbiamo dovuto costruire la mobilitazione, il bicchiere lo vedo mezzo pieno» ripete Grieco. «Considerando il momento di difficoltà che il settore dei farmaci sta attraversando, e che l’azienda non era obbligata a riconoscere alcun incentivo o rimborso, mi sento di dire che la mobilitazione ha prodotto un accordo dignitoso» concorda la Franzini. «Rispetto al periodo che stiamo vivendo, credo che l’accordo sia il migliore che si potesse raggiungere – chiude la Sergi – a fronte del fatto che l’azienda ha proposto la ricollocazione di tutti i dipendenti, offrendo massima disponibilità anche a una diversa collocazione oraria per chi dovrà spostarsi».