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Operaia vessata e umiliata. Il pm chiede il processo per tre capi della Bustaffa

Sono i responsabili del settore del confezionamento dei latticini. La donna maltrattata e costretta a licenziarsi. Attesa per la sentenza

BAGNOLO. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per tre capireparto della Bustaffa di Bagnolo San Vito. Sono tutti accusati di maltrattamenti nei confronti di un’operaia che, dopo essere stata sottoposta secondo l’accusa a continue vessazioni e umiliazioni, è stata costretta a licenziarsi.

L’udienza preliminare, tenutasi nei giorni scorsi, è stata rinviata solo per un difetto di notifica nei confronti di uno degli imputati.

I fatti contestati agli imputati sarebbero avvenu ...

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BAGNOLO. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per tre capireparto della Bustaffa di Bagnolo San Vito. Sono tutti accusati di maltrattamenti nei confronti di un’operaia che, dopo essere stata sottoposta secondo l’accusa a continue vessazioni e umiliazioni, è stata costretta a licenziarsi.

L’udienza preliminare, tenutasi nei giorni scorsi, è stata rinviata solo per un difetto di notifica nei confronti di uno degli imputati.

I fatti contestati agli imputati sarebbero avvenuti tra il gennaio del 2016 e il febbraio del 2017.

Tre le persone finite nei guai: Dante Spagnoli, responsabile del reparto di confezionamento, il capo reparto Angela Mazzola e Isabel Garofalo, capo turno dello stesso reparto.

Secondo l’accusa, in concorso tra loro, avrebbero maltrattato l’operaia addetta al confezionamento dei latticini, sottoponendola a una serie di costrizioni tali da provocarle uno stato di grave prostrazione fisica e psicologica.

Secondo quanto accertato dalla Procura, l’avrebbero adibita a mansioni di movimentazione manuale dei carichi non solo ripetitivi ma anche rotatori e gravemente usuranti per le condizioni fisiche in cui versava, in quanto sofferente di disturbi dorsali e cervico-lombari.

E questo nonostante l’accertata idoneità parziale temporanea al lavoro certificata dal medico aziendale. Questo le ha causato gravi sofferenze e ricorrenti infortuni, con conseguente aggravamento del suo stato di salute sfociato in più ricoveri al Pronto soccorso dell’ospedale Carlo Poma.

Nonostante questo e le contrarie indicazioni del medico aziendale, gli imputati avrebbero cercato ogni pretesto per contestarle anche i più piccoli errori.

Non solo. L’avrebbero denigrata con frasi del tipo: «Non vali un c...., muoviti fatti curare».

In altre occasioni, ponendosi alle sue spalle e facendo apprezzamenti sul suo lato B. In alcuni casi, addirittura, Angela Mazzola e Isabel Garofalo le avrebbero ordinato di lasciare il lavoro e di andare a casa, mortificandola con frasi del tipo: «Se non sei capace, licenziati». A Dante Spagnoli, in particolare, viene contestato d’aver provocato nell’operaia gravi lesioni personali, consistite in una lombalgia da sforzo che l’ha portata a un riconoscimento di invalidità del 35% ma anche a danni psicologici che l’avrebbero resa incapace di attendere alle normali occupazioni per oltre quaranta giorni.

La vittima dei presunti maltrattamenti all’interno dell’industria Bustaffa ha 39 anni e vive a Bagnolo San Vito.