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Grandine e vento su cento aziende. Perdite stimate per due milioni

Le associazioni: «Periti al lavoro per la conta definitiva». Colpiti cinque artigiani. Due hanno fermato la produzione

MANTOVA.  Più di cento aziende agricole colpite e centinaia di migliaia di euro di danni, due milioni secondo una prima stima di Coldiretti. Il giorno dopo la bufera è il giorno della conta dei danni. Di un bilancio parziale e approssimativo, ma che già dà l’idea degli sforzi che le aziende agricole dovranno fare, nei prossimi mesi, per recuperare i mesi di lavoro buttati al vento.



Al momento sono almeno sessanta le d ...

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MANTOVA.  Più di cento aziende agricole colpite e centinaia di migliaia di euro di danni, due milioni secondo una prima stima di Coldiretti. Il giorno dopo la bufera è il giorno della conta dei danni. Di un bilancio parziale e approssimativo, ma che già dà l’idea degli sforzi che le aziende agricole dovranno fare, nei prossimi mesi, per recuperare i mesi di lavoro buttati al vento.



Al momento sono almeno sessanta le denunce ricevute dagli uffici di Coldiretti dagli imprenditori agricoli dell’Alto Mantovano e della zona a sinistra Mincio. Per molti di loro, però, ci sarà il paracadute dell’assicurazione: «Circa la metà aveva sottoscritto una polizza assicurativa - spiega il direttore Erminia Comencini - e nei prossimi giorni riceveranno le visite dei periti per la stima effettiva dei danni. Il conto, secondo una nostra stima, potrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro». Più prudenti le stime di Confagricoltura, che parla di una perdita di «parecchie centinaia di migliaia di euro». All’associazione sono arrivate trenta segnalazioni di aziende bersagliate dal maltempo soltanto nell’ufficio di Roncoferraro, che copre, tra gli altri, i territori di Castel d’Ario, Castelbelforte, Bigarello e San Giorgio.



Una trentina le aziende che si sono rivolte alla Cia. «Per le aziende si tratterà di una perdita di prodotto che si aggira sul 50-60% - spiega il presidente Luigi Panarelli - e purtroppo ci sono diverse aziende non assicurate. Tre imprenditori ci hanno parlato, inoltre, di danni alle strutture».



Le segnalazioni. «Le segnalazioni di danni vanno inviate entro venti giorni dall’evento calamitoso - precisa Daniele Sfulcini - e una volta raccolte, verranno inviate a Regione Lombardia, che dovrà a esaminarle». La Regione dovrà delimitare le zone colpite e verificare se ci siano i requisiti per lo stato di calamità, dal quale poi potrebbero scaturire gli indennizzi. Le segnalazioni possono riguardare solo strutture e infrastrutture, ma non le colture, coperte da assicurazione.

Le aziende artigiane. Cinque le segnalazioni arrivate, al momento, agli uffici della Cna, che da lunedì mattina è impegnata in un giro di ricognizione telefonico. «Si tratta di aziende che hanno avuto problemi relativamente seri - spiega il direttore dell’associazione Elisa Rodighiero - per i quali, però, è ancora presto per fare una stima seria dei danni». Tra le cinque aziende danneggiate, due, tra cui la vetreria Frigeri e Federici di Marmirolo, hanno dovuto sospendere la produzione. L’associazione di categoria ha contattato tutti i comuni per chiedere che sia avviato l’iter per lo stato di calamità.



Allarme amianto. L’Associazione italiana esposti amianto invita all’attenzione: «Si vedono tetti sparsi per strada. Tetti in cotto e in cemento amianto. Con il forte vento - spiega Valentino Gritta - la dispersione aumenta e in caso di gravi perturbazioni, i detriti contenenti amianto vengono considerati materiale inerte».

Le reazioni politiche. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la mozione di Barbara Mazzali (Fratelli d’Italia), sottoscritta anche da Alessandra Cappellari (Lega), che invita presidente e giunta ad attivarsi per il riconoscimento dello stato di crisi e a «ricercare risorse economiche integrative per gli operatori colpiti». Serve maggiore disponibilità economica anche per Andrea Fiasconaro (Cinque stelle), che chiede che si faccia «tutto il possibile per valutare velocemente i danni e riconoscere lo stato di calamità». Stato di calamità prioritario anche per la senatrice Isabella Rauti (Fratelli d’Italia), che sul tema ha presentato un’interrogazione orale al Ministro dell’agricoltura. —

SABRINA PINARDI.