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Maltrattamenti all’asilo, una condanna a Mantova

La seconda maestra assolta per non aver commesso il fatto: i carabinieri l' hanno scambiata per un’altra insegnante

Mariana. Colpo di scena al processo alle due maestre accusate di aver maltrattato i bambini della scuola materna di Mariana Mantovana.

Una di loro, dopo tre anni di gogna, è risultata estranea alla vicenda. È stata scambiata per un’altra insegnante.

I carabinieri di Viadana, nel visionare i filmati registrati dalle telecamere nascoste, in poche parole, hanno sbagliato persona.

La verità è emersa grazie alle testimonianze delle due famiglie che si sono costituite parte civile e che non hanno ric ...

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Mariana. Colpo di scena al processo alle due maestre accusate di aver maltrattato i bambini della scuola materna di Mariana Mantovana.

Una di loro, dopo tre anni di gogna, è risultata estranea alla vicenda. È stata scambiata per un’altra insegnante.

I carabinieri di Viadana, nel visionare i filmati registrati dalle telecamere nascoste, in poche parole, hanno sbagliato persona.

La verità è emersa grazie alle testimonianze delle due famiglie che si sono costituite parte civile e che non hanno riconosciuto in quei video la maestra finita a processo.

Per questo Cecilia Seniga, 42 anni, residente a Castel Goffredo è stata assolta per non aver commesso il fatto.

Confermata invece la condanna chiesta dal pubblico ministero nei confronti di Marzia Simoni, 36 anni di Asola: un anno e otto mesi di reclusione in abbreviato. Questo significa che grazie al rito, ha potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena.

Le insegnanti erano accusate di aver ripetutamente maltrattato i bimbi della scuola materna. A incastrarle le immagini registrate dalle telecamere e le cimici installate di nascosto dai carabinieri di Viadana, dove però la Seniga è stata scambiata per una collega. Da qui la richiesta del pubblico ministero di riportare il fascicolo in procura per gli approfondimenti del caso.

I fatti contestati sono accaduti nel corso del 2015. In qualità di maestre, secondo il capo d’imputazione, avrebbero maltrattato i bambini a loro affidati mediante percosse, strattonamenti e sistematiche minacce verbali.

Due insegnanti se la sarebbero presa con due bambine in particolare, una di quattro e l’altra di cinque anni. Gli episodi contestati sono numerosi.

Le telecamere dei carabinieri hanno registrato tutte le volte che i bambini sono stati strattonati e afferrati in modo brusco, quando sono stati colpiti con uno schiaffo sul sedere e quando sono stati alzati da terra tenendoli tra le braccia.

Due le famiglie che si sono costituite parte civile.

La Procura della Repubblica non ha avuto dubbi sulle violenze e sulle aggressioni, incompatibili con il rispetto della persona.

«Il nostro ordinamento - si legge nel capo d’imputazione - accorda la dignità del minore sia come singolo che in gruppo».

Il giudice ha anche liquidato le parti civili stabilendo una provvisionale complessiva di seimila euro, per le due famiglie che si sono costituite.

Parti civili rappresentate dagli avvocati Andrea Pongiluppi e Paola Spadini.

Pubblico ministero al processo il sostituto procuratore Andrea Ranalli e giudice Francesca Grassani.