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Incendio in un fienile A fuoco 500 rotoballe Distrutta la barchessa

Superlavoro per i vigili del fuoco impegnati con due turni La colonna di fumo visibile fino a San Giacomo

SAN GIOVANNI DEL DOSSO

Un incendio ha distrutto, all'alba di ieri, 500 rotoballe e la barchessa che ospitava il fieno, nell'azienda agricola dei fratelli Galavotti, in via San Giovanni 46.

Immane il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco arrivati da Suzzara con un autobotte da Mantova, da Castelmassa e da San Felice sul Panaro. Le cause sono imputabili ad autocombustione, i danni sono ingenti, in corso di quantificazione. La colonna di fumo che si alzava in cielo era visibile fin dal centro ...

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SAN GIOVANNI DEL DOSSO

Un incendio ha distrutto, all'alba di ieri, 500 rotoballe e la barchessa che ospitava il fieno, nell'azienda agricola dei fratelli Galavotti, in via San Giovanni 46.

Immane il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco arrivati da Suzzara con un autobotte da Mantova, da Castelmassa e da San Felice sul Panaro. Le cause sono imputabili ad autocombustione, i danni sono ingenti, in corso di quantificazione. La colonna di fumo che si alzava in cielo era visibile fin dal centro di San Giacomo delle Segnate, tanto l'incendio era esteso. Per evitare il peggio, mentre i vigili del fuoco era impegnati a gettare acqua sulla parte del capannone che ospita il mulino, un collaboratore dell'azienda agricola, a bordo di un Manitou, ha spostato le rotoballe che erano state sistemate sotto un'altra barchessa ma che era molto vicina al luogo dell'incendio. Questo per evitare che il calore o qualche scintilla andassero ad intaccare gli altri botoloni.

Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di San Giacomo delle Segnate che ha potuto constatare insieme ai capisquadra dei vigili del fuoco che l'incendio era scoppiato per cause accidentali. È stata esclusa ogni altra causa: dalla scintilla di un trattore, ad un corto circuito dell'impianto elettrico e ovviamente il dolo.

L'azienda agricola ha anche un allevamento di bovini, staccato dalla barchessa in fiamme, per cui non c'è stato bisogno di spostare gli animali. Le squadre dei vigili del fuoco si sono cambiate di turno, ieri mattina intorno alle 8.30, sul posto dell'incendio per sostituire i colleghi impegnati già dalle prime ore dell'alba.

Le operazioni di spegnimento sono lunghe e difficoltose aggravate anche da temperature estive elevate. Ieri si sono toccati, a livello atmosferico, i 37 gradi ma per i vigili del fuoco, vestiti con tute e casco protettivo, la percezione del caldo era decisamente superiore. Molti di loro, tra cui anche donne, erano completamente bagnati di sudore oltre che stremati dal caldo e dalla fatica.

«Ci siamo alzati e abbiamo visto un po' di fumo uscire dal fienile - ha detto affranto Gabriele Galavotti, uno dei fratelli, titolari dell'azienda - Abbiamo appena fatto in tempo a spostare trattori e attrezzature che le fiamme erano già alte. Non abbiamo potuto fare altro che chiamare il 115». —

M.P.

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