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Quattro giovani e la loro sfida Un locale per rianimare il paese

Ai primi di agosto apre i battenti Amarillo, birreria 2.0 in materiali ecosostenibili «La qualità per battere la crisi. Scommessa nata dalla passione comune»

CANNETO SULL’OGLIO

In Italia le notizie di attività che chiudono sono da anni all’ordine del giorno. Ebbene, a Canneto quattro giovani hanno deciso di sfidare la crisi “prendendola per la gola”. Nella centrale via Garibaldi, quasi di fronte ad un altro ristorante, “L’Osteria Da Diego”, aprirà entro la prima decade di agosto “Amarillo”, casa della birra e hamburgheria.

Un locale per giovani e famiglie voluto da Marco Bricchi, Tamara Riboni (di Piadena), Diego Stefani e Paola Visini (gli ultimi ...

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CANNETO SULL’OGLIO

In Italia le notizie di attività che chiudono sono da anni all’ordine del giorno. Ebbene, a Canneto quattro giovani hanno deciso di sfidare la crisi “prendendola per la gola”. Nella centrale via Garibaldi, quasi di fronte ad un altro ristorante, “L’Osteria Da Diego”, aprirà entro la prima decade di agosto “Amarillo”, casa della birra e hamburgheria.

Un locale per giovani e famiglie voluto da Marco Bricchi, Tamara Riboni (di Piadena), Diego Stefani e Paola Visini (gli ultimi due sono anche i titolari dell’osteria sopracitata che riaprirà lunedì dopo lavori ai tetti). Marco e Tamara, come Diego e Paola, oltre che coppia sul lavoro, lo sono anche nella vita.

Il locale, climatizzato, ha circa novanta posti, tra interno ed esterno.

«Amarillo nasce dalle passioni che ci accomunano – spiega Marco Bricchi, classe 1980, che ha intrapreso questa strada dopo aver conosciuto Stefani nel 2009 e l’esperto di birra Antonio Canale -. Siamo spinti da passioni come la cucina e il mondo birra, nonché dal desiderio di portare questo connubio a Canneto con un locale che si distingua sia per qualità del prodotto che per metodo di servizio. L’hamburger, come la birra, spesso viene banalizzato. I nostri saranno frutto di ricerca accurata, a partire dalle materie prime. Ci sarà birra sia alla spina che in bottiglia. Saremo il primo locale “Ganter” in Italia. La contessa Caterina Ganter del birrificio di Friburgo è venuta qui appositamente per portarci l’insegna. Avremo poi un impianto di spillatura all'avanguardia che valorizza al massimo ogni tipo di birra. E in sottofondo la musica dei vinili. Se la crisi ci spaventa? Per noi il vero modo per scacciarla è lavorare sulla qualità».

Il locale è stato ristrutturato direttamente dai quattro soci, che hanno utilizzato materiale ecosostenibile e di riciclo, creando spazi anche per i piccoli. «Il nostro progetto - riassume Diego Stefani, che con Paola Visini sosterrà Amarillo ma sempre rimanendo a gestire l’Osteria Da Diego - è quello di una birreria 2.0, improntata sul modello d’Oltralpe, che non è un locale notturno (chiuderemo tra mezzanotte e l'una) ma un punto di riferimento per giovani e famiglie, adatto anche a mamme e bimbi. Non apriamo quindi la birreria anni ’90 con il maxischermo, ma un posto in cui poter mangiare anche un pranzo veloce ma di qualità e che fornirà in più un servizio take-away su cui puntiamo molto. Le materie prime per gli hamburger saranno qualitative e provenienti dal territorio, come la carne di bufala di Goito. Amarillo, che è il nome di un luppolo è anche un modo per rinnovare il centro storico del paese che sta morendo».

I quattro hanno già pensato poi ad una October fest nostrana per la fiera di Canneto: per lasciarsi la crisi alle spalle insomma, bisogna provare a guardare avanti. —

MARIA LUISA RANCATI

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