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«Il Comune pronto a bloccare il ponte»: più costi per le aziende

Il sindaco: «Se il cantiere non riparte scatta la protesta». Confindustria: «Essere competitivi così è impossibile»

SAN BENEDETTO PO. Pronti a bloccare il ponte. A non lasciare passare anima viva se i lavori non riprenderanno in fretta e di buona lena. Dopo la decisione ferma del sindaco di Bagnolo San Vito Manuela Badalotti di non concedere la strada d’accesso a Correggio Micheli al cantiere per il ponte, anche il sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna promette battaglia: «Se il cantiere non riparte in breve tempo ed entro il 20 agosto non c’è un nuovo cronoprogramma, noi come Comune, insieme con le ...

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SAN BENEDETTO PO. Pronti a bloccare il ponte. A non lasciare passare anima viva se i lavori non riprenderanno in fretta e di buona lena. Dopo la decisione ferma del sindaco di Bagnolo San Vito Manuela Badalotti di non concedere la strada d’accesso a Correggio Micheli al cantiere per il ponte, anche il sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna promette battaglia: «Se il cantiere non riparte in breve tempo ed entro il 20 agosto non c’è un nuovo cronoprogramma, noi come Comune, insieme con le categorie produttive, ci mobiliteremo con azioni di protesta che bloccheranno il traffico».

I problemi di liquidità dell’azienda, la Toto, si accumulano ai ritardi dovuti ai livelli del Po. E ora il rischio è che non si faccia in tempo a creare la pila provvisoria nell’alveo del fiume. «Se così fosse sarebbe una beffa perché i lavori slitterebbero di un anno. E questi lavori vanno fatti adesso». Lasagna è preoccupato per le aziende: «Ci siamo anche accreditati con il progetto Attract per attrarre opportunità di investimento. Ma che senso ha se la prossima estate c’è il ponte chiuso?».

Le aziende che già ci sono, e non sono poche (nell’area sono più di tremila tra industrie e artigiani), alle lunghe deviazioni per spostare le merci sono abituate da tempo. «Non entro nel merito dei problemi dei costruttori - commenta Mauro Redolfini, direttore di Confindustria, che qui ha un centinaio di imprese associate - ma l’intervento sul ponte doveva essere rapido. Questa situazione ha creato già troppi disagi alle imprese, costrette a fare il giro dell’oca per il trasporto dei materiali, con tutto ciò che questo comporta in termini di aggravio dei costi».

Così come per il ponte di Casalmaggiore, Confindustria chiede alle istituzioni di intervenire con compensazioni, come abbattere i costi dell’autostrada. «Le aziende - prosegue Redolfini - pagano le tasse e sono danneggiate da questi fattori esterni. Tra dazi, ponti chiusi e strade dissestate essere competitivi è sempre più difficile». «Ricordiamo che si tratta di un’infrastruttura di assoluta priorità - aggiunge Confcommercio - indispensabile per ridare slancio al territorio e alla sua economia. Auspichiamo che i lavori possano riprendere il prima possibile».