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Fiocchi e palloncini per il punto nascite. E Bozzolo chiama a raccolta i sindaci

L’iniziativa delle mamme di Vicomoscano per l’ostetricia. Il parlamentare Zolezzi: «Chiesto riflessione al Governo»

VICOMOSCANO (Cremona). Fiocchi, coccarde e palloncini appesi a porte e cancelli o agli specchietti retrovisori. Macchie rosa e azzurre in giro per il paese per ribadire il no alla chiusura del punto nascite dell’Oglio Po. Parte da Vicomoscano, con la voglia di contagiare le frazioni e i comuni vicini, l’ultima alzata di scudi contro la chiusura del reparto di ostetricia. L’iniziativa, lanciata sabato (18 agosto), è di Jessica Lazzarini, che pur non facendo parte del comitato “Io sto con il p ...

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VICOMOSCANO (Cremona). Fiocchi, coccarde e palloncini appesi a porte e cancelli o agli specchietti retrovisori. Macchie rosa e azzurre in giro per il paese per ribadire il no alla chiusura del punto nascite dell’Oglio Po. Parte da Vicomoscano, con la voglia di contagiare le frazioni e i comuni vicini, l’ultima alzata di scudi contro la chiusura del reparto di ostetricia. L’iniziativa, lanciata sabato (18 agosto), è di Jessica Lazzarini, che pur non facendo parte del comitato “Io sto con il punto nascite Oglio Po” ne appoggia le battaglie: «Chiediamo la collaborazione di tutti per ricordare che il reparto c’è e non va chiuso. Dobbiamo tenere alta l’attenzione».

L’ultima provocazione del comitato risale, invece, a fine luglio: cartelli con cicogne disegnate sopra per dire che presto, qui all’Oglio Po, la cicogna non arriverà più, e che gli ospedali più vicini per partorire saranno Parma e Cremona. La speranza, a questo punto, è che vada a segno il ricorso al Tar dei sindaci dell’Alta Val Seriana e della val di Scalve: l’intenzione è di impugnare la delibera con cui la giunta regionale ha disposto la chiusura dei quattro punti nascite con meno di 500 parti l’anno, soglia indicata dal Ministero.

Il ricorso dei bergamaschi potrebbe indurre il Tar a sospendere la delibera: di una simile decisione beneficerebbe anche l’Oglio Po. I cui sindaci stanno cercando di capire se sostenere l’iniziativa, ipotizzando di ricorrere ad adiuvandum. Il primo cittadino di Bozzolo Giuseppe Torchio ha chiamato a raccolta i sindaci della zona, una decina mantovani e una ventina cremonesi, per un’azione bipartisan: «Ho scritto a tutti, indipendentemente dal colore politico, per unire le forze. I termini per ricorrere ci sono ancora, abbiamo il tempo di fare una valutazione serena». Torchio ricorda un’altra questione aperta: «Stiamo aspettando che venga formalizzata la richiesta di licenza edilizia per la costruzione del Pot, il presidio ospedaliero territoriale».

Sulla vicenda interviene il parlamentare M5S Alberto Zolezzi: «La volontà politica del governatore Fontana sembra chiara: spostare minime risorse economiche dal punto nascite a chissà cosa. Il decreto Lorenzin è altrettanto chiaro. Ho chiesto una riflessione al Governo su quel testo. All’Oglio Po si sfiorano i 400 parti all’anno e con infrastrutture migliori potrebbero salire».