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Non ce l’ha fatta l’operatore ecologico investito dall'auto

Il 50enne di San Martino si è spento la mattina del 20 agosto.  Dopo l’incidente non aveva mai più ripreso conoscenza. Una famiglia segnata da lutti

SAN MARTINO-BOZZOLO. Erano apparse subito allarmanti le condizioni di Stefano Sanfelici, 50 anni, dopo il terribile incidente di Suzzara. Era stato rianimato sul posto e trasportato con l'elisoccorso a Brescia. Non aveva mai ripreso conoscenza anche se, a detta di parenti, erano riusciti a bloccare l'emorragia celebrale. Domenica sera la fine delle speranze: è stata dichiarata la morte cerebrale. Stefano era contento di vivere nella villetta di San Martino in via 8 Marzo 37 /bis con la mogli ...

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SAN MARTINO-BOZZOLO. Erano apparse subito allarmanti le condizioni di Stefano Sanfelici, 50 anni, dopo il terribile incidente di Suzzara. Era stato rianimato sul posto e trasportato con l'elisoccorso a Brescia. Non aveva mai ripreso conoscenza anche se, a detta di parenti, erano riusciti a bloccare l'emorragia celebrale. Domenica sera la fine delle speranze: è stata dichiarata la morte cerebrale. Stefano era contento di vivere nella villetta di San Martino in via 8 Marzo 37 /bis con la moglie originaria di Cremona Elisa Tambani (classe 1970) e la figlia Kiara (2000). Una famiglia molto riservata. A volte nei giorni festivi partiva in macchina con la moglie per il Lago di Garda portandosi dietro la bicicletta. Bravissimo a disegnare, una sua passione poco conosciuta era la pittura a cui si dedicava dipingendo quadri. Stravedeva per la figlia che aveva scelto il liceo artistico a Mantova e che l'anno scorso aveva fatto un anno di studio in Argentina per tornare a giugno a San Martino e terminare l'anno prossimo le superiori a Mantova. Attualmente la ragazza aveva voluto fare per l'estate la cameriera in una gelateria sul Lago di Garda ma Stefano vedeva l'ora di vederla frequentare il Brera. Stefano Sanfelici faceva un tutt'uno con la moglie Elisa Tambani, una fisioterapista di Cremona molto apprezzata al lavoro nel reparto di riabilitazione motoria dell'ospedale di Bozzolo. Era questo il paese originario di Stefano dove era nato da Ersilio e Rosanna Vighi. Prima di lui era nata Sara e dopo Samuele. Il papà era caporeparto della Galbani e l'aveva seguito con la famiglia per alcuni anni a Giulianova Marche dove il padre era stato inviato dalla Ditta a dirigere un caseificio. Dopo il ritorno a Bozzolo la mamma aveva gestito un avviato negozio di alimentari in via Matteotti. Prima di andare a San Martino, dopo il matrimonio, Stefano aveva abitato a Rivarolo in via Mazzini, paese dove ritornava ancora a trovare i genitori di suo cugino Andrea, vittima come lui di un incidente 21 anni fa. 15 anni fa era morto in un incidente un altro cugino, Davide. Aveva lavorato alla Cima per poi svolgere soprattutto la vendita di prodotti surgelati a domicilio. Per la Tea svolgeva talora l'attuale lavoro anche nella zona di Rivarolo, Gazzuolo e nel Casalasco. —