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Una scossa di magnitudo 3.9 sveglia il Reggiano nel cuore della notte

Un sismografo (foto d'archivio)

L'epicentro a Bagnolo in Piano: tanta paura ma nessun danno

REGGIO EMILIA. Svegliati da una forte scossa di terremoto nel cuore della notte. Una scossa che ha riportato alla mente la distruzione del 2012, quando crollarono case, chiese, edifici pubblici. Da Viadana a Poggio Rusco, da Reggio Emilia a Mantova, fino alla provincia di Parma, i cittadini hanno sentito la terra tremare alle 2.33 della notte scorsa.
La scossa, che da una prima valutazione risultava essere di magnitudo 3.9, ha avuto come epicentro un’area che si trova a tre chilometri da Bagn ...

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REGGIO EMILIA. Svegliati da una forte scossa di terremoto nel cuore della notte. Una scossa che ha riportato alla mente la distruzione del 2012, quando crollarono case, chiese, edifici pubblici. Da Viadana a Poggio Rusco, da Reggio Emilia a Mantova, fino alla provincia di Parma, i cittadini hanno sentito la terra tremare alle 2.33 della notte scorsa.
La scossa, che da una prima valutazione risultava essere di magnitudo 3.9, ha avuto come epicentro un’area che si trova a tre chilometri da Bagnolo in Piano, nel Reggiano, a una profondità di nove chilometri. Un’altra scossa di magnitudo 2.2 è avvenuta alle 3.07 sempre nei pressi di Bagnolo in Piano. Nessun danno a persone o cose, solo tanta paura. Tutti raccontano di aver sentito un boato accompagnato da una botta secca, che ha fatto scricchiolare mobili e letti.
Nella zona tra Viadana e Boretto, compresi i comuni di Gualtieri, Guastalla e Luzzara che si affacciano sulla sponda del Po, gli abitanti riferiscono di aver sentito distintamente due scosse, la seconda più forte della prima. E questo ha fatto ritenere che vi fossero due epicentri: quello nei pressi di Bagnolo in Piano e l’altro a Gualtieri, dove la magnitudo sarebbe stata di 4.2 come ha scritto in un post il sindaco di Sorbolo (Pr) Nicola Cesari. L’attenzione massima, vista la tragedia di Genova e la polemica sulla manutenzione del ponte Morandi, è ora rivolta ai ponti sul fiume Po tra Viadana e Boretto, a Casalmaggiore (Cr), a Borgoforte e San Benedetto Po e tra Revere e Ostiglia, che sono già sotto la lente d’ingrandimento da parte della Provincia di Mantova, dei sindaci e dei tecnici. I quali, tra l’altro, sui loro rispettivi territori hanno ponti o cavalcavia costruiti da anni e che sono soggetti, o dovranno esserlo, a opere di manutenzione.
Tanta paura anche a Reggiolo, dove è tuttora in corso l’opera di ricostruzione dopo il sisma di sei anni fa. I sindaci reggiani hanno pubblicato su Facebook un comunicato rivolto ai propri concittadini, con il quale chiedono di segnalare eventuali problemi ai rispettivi uffici tecnici. Tuttavia, per sicurezza, ieri mattina, si è svolto un sopralluogo in tutti gli edifici pubblici che ha dato esito negativo.
La terra ha tremato anche nel parmense (Sorbolo, Mezzani, Colorno e nei piani alti a Parma) e a Rivarolo del Re (Cremona). Nella Bassa mantovana, la scossa ha solo evocato la paura del terremoto del 2012: a Moglia la gente si è riversata in strada. Nessun danno a persone o cose neppure a Gonzaga e Suzzara, dove qualcuno ha preferito passare la notte in macchina, e in tutta la Bassa fino a Poggio Rusco.
Molta la paura, che ha costretto le persone a perdere il sonno e a una lunga veglia in attesa dell’alba, temendo uno sciame di altre piccole scosse. Il terremoto fa sempre paura, ma di notte ancora di più, perché assonnati e nel buio è più difficile mettersi in salvo. —