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Morto il ciclista a 7 ore dalla caduta. Si farà l’autopsia

Tradito dalla portiera spalancata: non s’è ripreso dal coma. L’automobilista indagato dalla Procura per omicidio stradale

MANTOVA. Non si è più ripreso dal coma. Mario Bulgarelli, il pensionato di 67 anni coinvolto nell’incidente di martedì mattina in viale Pompilio è morto. A sette ore dall’incidente i medici della rianimazione hanno verificato l’assenza di attività cerebrale e, dopo una notte trascorsa per le necessarie procedure di verifica, ne hanno dichiarato la morte. Ora l’automobilista, G.C., 53 anni, di Castel d’Ario che, aprendo la portiera dell’auto parcheggiata a lato della strada, ha provocato la c ...

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MANTOVA. Non si è più ripreso dal coma. Mario Bulgarelli, il pensionato di 67 anni coinvolto nell’incidente di martedì mattina in viale Pompilio è morto. A sette ore dall’incidente i medici della rianimazione hanno verificato l’assenza di attività cerebrale e, dopo una notte trascorsa per le necessarie procedure di verifica, ne hanno dichiarato la morte. Ora l’automobilista, G.C., 53 anni, di Castel d’Ario che, aprendo la portiera dell’auto parcheggiata a lato della strada, ha provocato la caduta del ciclista, è stato denunciato dalla Polstrada per omicidio stradale. La Procura vuole eseguire l’autopsia.

«Mi dispiace davvero – dice una vicina di casa della vittima – era un uomo riservato ma molto gentile e rispettoso. Era una bella persona, non se la meritava davvero una fine così». Mario Bulgarelli, nativo di San Benedetto Po, aveva lavorato per molti anni in sala scommesse, prima in via Principe Amedeo e quindi in piazza Arche. Da un paio d’anni era in pensione e di recente, a maggio, aveva perso l’unica parente stretta, la madre Giovannina Cavazza, che per ragioni di età e di salute era ricoverata all’istituto Mazzali. Tra le sue passioni il piccolo antiquariato e il modernariato: con un amico di Porto Mantovano quasi ogni domenica usciva per raggiungere un mercatino con un banchetto di esposizione.

Per il resto la vita di Bulgarelli – racconta chi lo conosceva – era scandita dalla regolarità con cui, ogni mattina, prendeva la bicicletta per andare verso il centro città. L’ultima volta è stato martedì mattina. Attorno alle dieci in viale Pompilio, all’altezza della clinica San Clemente, è stato tradito dalla portiera di un’auto in parcheggio che si è aperta all’improvviso. «Ho guardato nello specchietto, ma non l’ho visto» avrebbe raccontato l’automobilista che aveva appena parcheggiato. Doveva raggiungere un ambulatorio per una visita medica programmata. Il ciclista non ha fatto in tempo a evitare lo spigolo della portiera. L’ha urtato con il manubrio ed è caduto, andando a sbattere la testa sull’asfalto. Poco dopo è sopraggiunto il coma per effetto di una vasta emorragia cerebrale. —

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