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Mantova, venti aziende si rinnovano: 100 milioni investiti nell’industria intelligente

I dati di Confindustria. A migliorare i processi di produzione, confezionamento e logistica: detrazioni fino al 60% dell’investimento

MANTOVA. Si sente spesso parlare di Industria 4.0, la tendenza dell'automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti. Ma tutto questo che impatto ha avuto per le imprese mantovane? Secondo le informazioni del centro studi di Confindustria Mantova, nel primo anno di attivazione del piano nella nostra provincia sono stati già investiti oltre 100 milioni di euro.

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MANTOVA. Si sente spesso parlare di Industria 4.0, la tendenza dell'automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti. Ma tutto questo che impatto ha avuto per le imprese mantovane? Secondo le informazioni del centro studi di Confindustria Mantova, nel primo anno di attivazione del piano nella nostra provincia sono stati già investiti oltre 100 milioni di euro.

Sono una ventina le aziende che si sono rivolte agli uffici dell’associazione di categoria degli imprenditori mantovani per le attività di informazione, consulenza sugli investimenti e richiesta di certificazione e perizia degli stessi, tramite la convenzione con Anima ed Ucimu (le associazioni di categoria aderenti a Confindustria nel campo della robotica, automazione e costruzione delle macchine). La metà di queste ha investito cifre sopra i 500mila euro, per somme che variano da un milione e mezzo a 20 milioni di euro.

Ci sono smart factories (tradotto, fabbriche intelligenti) di vari settori merceologici; alimentare, legno e meccanica sono però i comparti che si stanno distinguendo per i maggiori investimenti, rivolti soprattutto a migliorare i processi di produzione, il confezionamento e la logistica. Grazie agli incentivi fiscali del super e iper ammortamento, è possibile detrarre fino al 60% del valore dell’investimento, ma solo se il bene è definibile come 4.0.

Ai fini dell’applicazione della misura dell’iper ammortamento, sono stati posti dei vincoli in termini di caratteristiche legate alla interconnessione e integrazione nei sistemi informativi e produttivi in cui si inseriranno. Più precisamente, il bene dovrà obbligatoriamente avere queste cinque caratteristiche: il controllo per mezzo di cnc (computer numerical control) o plc (programmable logic control), l’interconnessione ai sistemi informativi di fabbrica, l’integrazione automatizzata, l’interfaccia uomo/macchina, e infine l’adeguatezza ai parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

«Bisogna porre attenzione a queste caratteristiche – spiega Mauro Redolfini, direttore di Confindustria – perché comprare macchine nuove non basta a rientrare nei parametri previsti dal decreto. È uno dei motivi per cui consigliamo ai nostri imprenditori di fare la perizia, anche quando per la legge non è obbligatoria. Questo servizio è stato attivato nell’ambito del Digital Innovation Hub costituito per le province di Mantova, Brescia e Cremona tra le associazioni industriali, quelle di categoria del comparto artigiano e dell’agricoltura, con la partecipazione delle Camere di commercio».