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Primi no al maxi-polo di negozi «Basta centri commerciali»

Gola di Confcommercio  boccia la nuova espansione prevista in zona Quattroventi «La Grande Mantova? Ogni Comune pensa per sé» 

CURTATONE

Una nuova espansione commerciale accanto al parco dei Quattroventi che già ospita il centro commerciale Il Gigante con la galleria dei negozi ed una decina di punti vendita esterni di media superficie. Quarantamila metri quadri che potrebbero ospitare due discount, un ristorante etnico (sushi) ed altri tre negozi (accessori auto, una vendita di cialde da caffé con degustazione e una media superficie di vendita del settore cleaning, ovvero pulizie personali e per la casa).

Ma proprio ...

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Una nuova espansione commerciale accanto al parco dei Quattroventi che già ospita il centro commerciale Il Gigante con la galleria dei negozi ed una decina di punti vendita esterni di media superficie. Quarantamila metri quadri che potrebbero ospitare due discount, un ristorante etnico (sushi) ed altri tre negozi (accessori auto, una vendita di cialde da caffé con degustazione e una media superficie di vendita del settore cleaning, ovvero pulizie personali e per la casa).

Ma proprio dal settore dei commercianti arriva una stroncatura netta. «Sinceramente non si sente per nulla la necessità di altri discount – spiega il presidente di Connfcommercio Mantova, Stefano Gola –. Mi sembra una cosa assurda per mille motivi. Intanto non mi sembra che proprio i centri commerciali dell’hinterland non vivano complessivamente una vita felice, ma vi sono segnali preoccupanti. Poi perché il futuro del commercio passa attraverso le offerte di qualità e non nell’aumento della quantità dei punti vendita. Non per nulla in paesi nei quali gli iper sono nati prima, come la Francia, la dinamica indica una chiusura dei centri commerciali tradizionali e la riapertura dei “centri commerciali naturali”, cioè i negozi di vicinato nei centri storici e nei paesi. La morte di un negozio del centro crea un vuoto economico e sociale perché disincentiva i nuovi residenti a insediarsi, la mancanza di vetrine e gente la sera genera insicurezza in un circolo vizioso».

La proposta di rilancio dell’area a fianco del Gigante viene da società non mantovane che hanno avviato le pratiche edilizie e le conferenze di servizio in modo da ottenere le autorizzazioni da offrire agli investitori. I tempi potrebbero non essere brevi. «Nel frattempo, visto che la popolazione mantovana è sempre quella e non cresce – conclude Gola – magari altri punti vendita chiuderanno. Io mi chiedo che senso ha oggi la Grande Mantova, visto che ogni comune dell’hinterland ragiona da solo senza un progetto condiviso». —

FRANCESCO ROMANI

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